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Sassuolo Da Iris a Marazzi è una corsa alla piastrella elimina batteri

SASSUOL Da una parte Mirandola con le sue multinazionali, le sue piccole grandi aziende nate spesso grazie ai “Veronesi Boys” che fanno correre il Distretto biomedicale tra respiratori polmonari, caschi fino al più piccolo strumento e device utile in ospedale ben prima dell’emergenza Covid. Dall’altra quello che apparentemente era un settore che nulla avrebbe mai avuto a che fare con il virus: il Distretto ceramico.

Che c’entra la piastrella, una mattonella con la battaglia contro il Covid? E invece quei gran geni dei signori della ceramica stanno dimostrando che anche il settore ceramico può reinventarsi, accelerare la sua corsa nella produzione e nei ricavi grazie alle idee e alla ricerca applicata alle piastrelle per far fronte al Covid. «Active Surfaces è il frutto di una ricerca 100% italiana iniziata oltre dieci anni fa grazie a una stretta collaborazione tra Iris Ceramica Group e il Dipartimento di Chimica dell’Università di Milano.

Le ceramiche Active sono le uniche fotocatalitiche, anti-inquinamento, antibatteriche e antivirali con certificazioni Iso e vantano due brevetti europei - spiegano in Iris - Il processo di ossidazione indotto dalla fotocatalisi delle lastre Active Surfaces distrugge i batteri che entrano in contatto con la superficie e la presenza dell’argento rende la ceramica attiva dal punto di vista batterico anche al buio, sia su ceppi comuni che su ceppi particolarmente pericolosi per la salute quali quelli antibiotico-resistenti. Risultato: l’efficacaia è oltre il 99% anche contro il Coronavirus Sars Cov-2».



Da settimane nel settore è un sussseguirsi di lanci di nuovi prodotti che garantiscano di essere preziosi alleati nelle case o negli uffici contro l’emergenza virus. Lo dimostra “Caràcter”, prima collezione a impiegare la nuova tecnologia Puro Marazzi Antibacterial. «È capace di eliminare fino al 99,9% di batteri e altri microrganismi nocivi con il brevetto Stepwise, che assicura superfici morbide, pulibili e antiscivolo, all’interno di un processo che utilizza il 40% di materiali di riciclo», garantisce il gigante Marazzi.

Stesso discorso per Panaria Ceramica che ha messo sul mercato “Otect”, linea esclusiva di pavimenti e rivestimenti antibatterici in gres porcellanato ad altissime performance. Anche qui scudo antibatterico agli ioni d’argento incorporato nelle piastrelle, che elimina fino al 99,9% dei batteri dalla superficie.

Ma attenti, siamo solo all’inizio. L’elenco di aziende e ceramiche a prova di virurs è già lunghissimo. —

GLP