Storia di una maestra/ Da Modena Tutte le settimane fino a Predappio «Il vincolo di 5 anni è insostenibile»

La maestra Rossana Zanni assunta con la beffa nel 2020 «Lascio a casa due figli e un marito dializzato»

MODENA Quella della maestra Rossana Zanni è una storia paradossale. Dopo 18 anni di insegnamento precario trascorsi nelle scuole di infanzia e primaria a Sassuolo, dove vive con il marito e due figli adolescenti, «praticamente a cinquecento metri da casa», la sua vita cambia con l’assunzione in ruolo avvenuta a settembre scorso.

Anche lei come la sua collega Monica è stata assunta in ruolo dopo il concorso del 2018 e anche lei è andata incontro a enormi disagi essendo stata costretta a scegliere una sede a Predappio, in Romagna. Nulla di particolare se non fosse per il vincolo quinquennale che le impedisce ciò che finora era normale e che resta possibile per tutti gli assunti prima del 2020: chiedere cioè un’assegnazione provvisoria annuale, visto che i posti che restano liberi per le supplenze annuali sono tantissimi tra Sassuolo e Modena. Il vincolo vorrebbe garantire la preziosa continuità didattica in favore degli alunni ma finisce per creare anche disagi mentre i supplenti annuali potendo scegliere ogni anno la stessa cattedra magari sotto casa paradossalmente la garantiscono di più. Anche Rossana è stata convocata con una telefonata serale dell’Usp di Forlì il 31 agosto 2020 e così ha scoperto che non le avevano assegnato la richiesta provincia di Modena, c’erano altri prima di lei. Risultato: la maestra ha dovuto lasciare la cattedra alle Carducci dove lavorava da anni da precaria e parte da Sassuolo in auto alle 5 del mattino il lunedi, vive in un alloggio che le costa 650 euro al mese, che si aggiungono ai costi di vitto e viaggio oltre a quelli lasciati a Sassuolo. Qui, racconta, «ho un marito dializzato e i due figli, uno alle prese con la didattica a distanza e l’esame di Stato, si sono dovuti riorganizzare. Questo vincolo, peraltro introdotto da una legge retroattiva, è assurdo. Un anno si può fare, cinque sono troppi».


La didattica a distanza avrebbe potuto alleggerire la sua posizione almeno per quest’anno, lavorando da Sassuolo e invece no. Anche se le scuole sono chiuse per il Covid, può essere frequentata dagli alunni con handicap e dai Dsa e lei ne ha uno, assieme al quale ogni giorno si collega con i suoi compagni della classe prima che sono a casa.

Anche Rossana, come Monica, non pretende l’impossibile, cioè l’avvicinamento in una sede dove non ci sono posti, ma l’assegnazione provvisoria a Modena dove i posti che restano liberi per le supplenze sono stati sempre una marea, assegnazione che prima era sempre concessa a tutti.

A fronte dei disagi che vive Rossana ha però visto svelarsi una luce, sia pure non desiderata, tra le pieghe della nuova legge. Questa prevede che il vincolo non si applichi a chi gode delle agevolazioni della legge 104 per malattia propria o dei congiunti «purché – recita un’eccezione che ha fatto arrabbiare molti docenti - le condizioni ivi previste siano intervenute successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali».

Ebbene il marito ha subìto purtroppo un aggravamento della malattia certificato proprio dopo il bando. Fosse successo prima, sarebbe stata una beffa. —

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