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San Felice. Nel canale con la jeep: morto Giuliano Malaguti

Giuliano Malaguti, 72 anni, era un coadiutore, un cacciatore che si occupa di tenere monitorati gli animali selvatici tra cui nutrie e volpi. E ieri pomeriggio era uscito proprio per un giro nei campi di Ponte San Pellegrino con accanto a sé il suo fucile, regolarmente detenuto.

SAN FELICE. La sua casa di via Villa Gardè è distante poche centinaia di metri in linea d’aria dal canale dove ha perso la vita, annegato. E a quella casa negli ultimi giorni aveva dedicato tante energie per i lavori esterni. Ma Giuliano Malaguti, 72 anni, era anche un grande appassionato di campagna e di caccia. Era un coadiutore, un cacciatore che si occupa di tenere monitorati gli animali selvatici tra cui nutrie e volpi. E ieri pomeriggio era uscito proprio per un giro nei campi di Ponte San Pellegrino con accanto a sé il suo fucile, regolarmente detenuto.

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Intorno alle 18 ha finito di parlare con un paio di persone sull’argine del canale Sabbioncello di via Villanova, all’altezza del civico 890, poi ha iniziato una lunga manovra in retromarcia. Ha infatti percorso una strada sterrata per quasi 350 metri con l’obiettivo di trovare uno spazio adeguato dove girarsi senza invadere il campo coltivato. «L’abbiamo visto andare indietro, era solo», ha confermato un testimone alla polizia locale dell’Area Nord, intervenuta in massa per i rilievi e gli accertamenti.

Ma in quel tentativo di rimettersi dritto è accaduto qualcosa. La jeep, una Suzuki Vitara, è andata con gli pneumatici di destra sul rapido pendio ed è finita nel canale che si sta riempiendo d’acqua dopo le ultime manovre del consorzio di Bonifica di Burana in vista dell’irrigazione.

Malaguti non è riuscito ad uscire dalla vettura, forse bloccato dalla pressione. Il mezzo è finito a testa in giù e per il 72enne non c’è stato più niente da fare. Alcuni passanti hanno contattato quasi immediatamente i numeri di emergenza anche se nessuno è stato testimone diretto dell’inabissamento. I primi ad arrivare sono stati i vigili del fuoco di San Felice e l’ambulanza della Croce Blu di San Felice, seguita dall’automedica di Mirandola. Un pompiere si è calato, ha recuperato il corpo a cui è stato a lungo praticato il massaggio cardiaco, che purtroppo non è servito. È invece stato necessario l’intervento di un trattore per agevolare il recupero della jeep anche alla luce del fatto che, nei primi frangenti, non vi era la certezza che Malaguti fosse solo in auto.

Dal sedile è invece spuntato il suo fucile e proprio per evitare che in acqua fosse rimasto qualche arma o un’altra persona senza vita, da Bologna sono arrivati in elicottero i sommozzatori dei vigili del fuoco che hanno dragato a lungo il canale senza però trovare nulla.

È invece toccato alla polizia locale recarsi presso l’abitazione del 72enne per comunicare la drammatica notizia alla moglie e verificare che gli altri fucili fossero custoditi nell’abitazione. Malaguti lascia anche due figli molto conosciuti: Davide, buon portiere tra i dilettanti e Sandro “Mefisto”, che nel calcio modenese è stato un’istituzione nel suo ruolo di arcigno difensore.

Soltanto ben oltre l’ora di cena la salma è stata recuperata dalle onoranze funebri, sotto l’occhio anche dei carabinieri di San Felice, e trasferita all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Modena a disposizione del magistrato di turno, la dottoressa Francesca Graziano, che ha disposto l’esame autoptico per capire se l’errata manovra sia stata causata magari da un improvviso e fatale malore. —

F.D.

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