Vignola. I mobili intelligenti progettati dagli studenti

All’Istituto “P. Levi” di Vignola gli studenti non apprendono soltanto conoscenze e competenze ma imparano anche l’arte del prendersi cura, attraverso la tecnologia. Ecco perché, grazie al laboratorio virtuale promosso dalla società vignolese Crit Srl e patrocinato dall’Unione Europea, 70 studenti dell’Istituto tecnico hanno messo a punto una cattedra intelligente, in grado di adattarsi alle esigenze organizzative, digitali ed ergonomiche di ciascun insegnante.

VIGNOLA All’Istituto “P. Levi” di Vignola gli studenti non apprendono soltanto conoscenze e competenze ma imparano anche l’arte del prendersi cura, attraverso la tecnologia. Ecco perché, grazie al laboratorio virtuale promosso dalla società vignolese Crit Srl e patrocinato dall’Unione Europea, 70 studenti dell’Istituto tecnico hanno messo a punto una cattedra intelligente, in grado di adattarsi alle esigenze organizzative, digitali ed ergonomiche di ciascun insegnante.


Seguendo le orme del motto di Don Milani, “I Care”, letteralmente “mi interessa”, gli studenti vignolesi hanno saputo applicare alla produzione dei beni le logiche della condivisione. “Social Manufacturing” si chiama infatti questa innovativa disciplina nella quale si sono cimentati 8 gruppi di studenti, la quale combina progettazione globale e produzione locale, realizzando una filiera flessibile, economica e sostenibile. Promosso dall’Unione Europea, fa parte del progetto internazionale “Inedit” (Open innovation ecosystems for do it together process) e «punta a creare un ecosistema di Social Manufacturing per la co-creazione di mobili sostenibili, mettendo in connessione la creatività dei consumatori, le competenze professionali dei progettisti e l’esperienza di specialisti della produzione, per ottenere nuovi prodotti ecocompatibili, intelligenti e personalizzati con un time-to-market più breve, rispondenti alle esigenze dei consumatori che, sempre più, cercano prodotti personalizzabili in base ai loro gusti e requisiti» specifica Marco Baracchi, Direttore generale di Crit Srl.


Ecco perché a 70 studenti vignolesi è stato chiesto di cimentarsi in una co-progettazione, realizzata da remoto e in modo virtuale, in grado di mettere in condivisione le competenze, le esperienze e le visioni differenti di ciascuno, secondo le logiche tipiche della rete e dei social network. Il tutto proposto sotto forma di sfida: dopo una prima fase di formazione, durante la quale i ragazzi si sono confrontati con le tecniche metodologiche di co-creazione e social manufacturing e sono stati introdotti ai temi di Industria 4.0 e alle più importanti tecnologie digitali, sono stati suddivisi in otto squadre. L’apprendimento è quindi diventato una competizione di squadra, della durata di 24 ore e condotta esclusivamente in modalità online.


La squadra Innovaz1 si è quindi aggiudicata il primo posto nella competizione, ideando il prototipo della cattedra sostenibile e digitale, battezzata “Comfortable Desk”. È stata una giuria di esperti, provenienti dalle società promotrici dell’iniziativa, a valutare gli otto progetti e a decretare il vincitore. Il prototipo di cattedra è stato sviluppato avendo come obiettivi prioritari la qualità, la comodità e la sostenibilità. Il modello così progettato risponde a precise esigenze: migliorare la lettura ed evitare l’affaticamento della vista grazie ad un’adeguata illuminazione.


È inoltre adattabile alle diverse esigenze ergonomiche - in particolare all’altezza - dei docenti grazie alla possibilità di regolazione dei componenti. Infine, permette al docente di poter avere una migliore visuale rispetto agli studenti. «Il lavoro dei ragazzi – afferma la dirigente scolastica del Levi, Stefania Giovanetti – è stato strutturato in 3 fasi: una parte introduttiva teorica, per stimolare il pensiero creativo, abituarli a lavorare in squadra ed adottare strategie di problem solving anche tramite tecnologie e tematiche innovative, quali Intelligenza Artificiale, Internet delle Cose (IoT), Ergonomia e sostenibilità. Una fase di test tramite un gioco da tavolo, per insegnare ai giovani l'approccio di co-creazione nella realizzazione di progetti innovativi, “Do It Togheter”.
Infine, una sfida a squadre – Makeathon - finalizzata a realizzare un mobile smart, ergonomico e sostenibile per i professori della scuola, seguendo appunto i principi della co-creazione».


Anche Elena Salda, Ceo, Manager delle risorse umane e della comunicazione per l’azienda maranese Cms Spa ha partecipato all’iniziativa: «Per noi di Cms è fondamentale collaborare con le scuole, in particolare con gli istituti tecnici e con la fondazione Its. Diamo sempre la nostra disponibilità a ospitare i ragazzi per stage o tirocini formativi, apriamo le porte dei nostri stabilimenti produttivi per accogliere le classi in visita, e ovviamente partecipiamo a progetti innovativi come Inedit. Lo facciamo perché, noi di Cms, puntiamo molto sui giovani, nelle loro potenzialità ed energie: quando assumiamo un neodiplomato o una neodiplomata investiamo risorse e tempo per la sua formazione. Credere nei giovani significa credere nel futuro». —