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Frassinoro. Se n’è andato il “leone buono” Lacrime per Giorgio Turrini

Il fondatore della Edil Scavi si è spento a 63 anni: lascia due figli di 11 e 13 Dal 1990 al ’93 andò in Mali per costruire una chiesa, senza chiedere nulla

Daniele Montanari

Frassinoro. Due figli di 11 e 13 anni che si ritrovano di colpo senza il papà. Ed è una fitta al cuore per tutti in paese, e non solo.


È successo a Frassinoro, dove dopo una lunga lotta contro un male incurabile si è spento Raul Giorgio Turrini, a 63 anni. Figura conosciutissima sul territorio, fin da ragazzo: da quattordicenne vinse una memorabile staffetta di sci di fondo insieme ad altri giovani campioni locali. E tanta era la passione per lo sci che per dieci anni fu anche istruttore nazionale, per otto alla guida del Comitato ligure. Ma soprattutto è stato un infaticabile lavoratore: fondatore assieme al fratello Stefano della Edil Scavi Turrini, ditta conosciutissima sul territorio per l’edilizia di qualità: lui in particolare era specialista dell’antica muratura su pietra, che richiede particolare perizia.

Il suo cuore ha smesso di battere giovedì mattina presto all’ospedale di Sassuolo, dove era stato ricoverato per il riacutizzarsi del male che lo ha segnato in questi ultimi anni. In cui ha però lottato come un leone, smettendo di lavorare solo quando il fisico ha detto basta: «È sempre stato un combattente, e un buono: non ha mai mollato un secondo» lo ricorda l’altro fratello Fabio. Sì, perché la famiglia Turrini è molto grande: con lui erano in sei fratelli. E adesso si sta stringendo la rete di solidarietà attorno alla famiglia di Giorgio: la moglie Dora e appunto i due figli, una bambina di 11 anni e un ragazzino di 13. Entrambi alle medie dell’Istituto Comprensivo di Montefiorino: la notizia della scomparsa ha colpito profondamente tutti, insegnati e compagni di classe, che stanno cercando di fare tutto il possibile per essere vicini ai loro amici e alla madre.

Ma l’affetto è di tutto il paese, come si è visto sabato al funerale a Frassinoro, tra tanti occhi lucidi (poi la salma è stata tumulata dalle onoranze Coriani nel cimitero locale). A celebrare don Luca Pazzaglia e a 86 anni padre Aldo Giannasi, zio di Giorgio, appartenente alla congregazione dei Padri Bianchi di Charles Lavigerie, con cui è stato missionario per 40 anni in Africa. Attirandoci anche Giorgio: «Era il 1990 – ricorda Fabio – lo zio venne qui e chiese, in maniera molto semplice e diretta, chi era disponibile a tornare con lui in Africa per costruire una chiesa e una cappella a Bamako, la capitale del Mali. Da Frassinoro partirono in 15 tra carpentieri, muratori e falegnami, e c’era anche Giorgio. Il secondo anno tornò lui con un gruppetto più ristretto, il terzo lui e pochi altri. Finì la chiesa, la cappella e anche il ricovero suore: tre anni di lavoro senza chiedere nulla, solo la soddisfazione di avere fatto del bene. È sempre stato così: aiuto e difesa dei più deboli. Fin da scuola, quando si prendeva sempre a cuore i più piccoli. Ci lascia tanto nel cuore: lo porteremo ai suoi figli, cercando di farli crescere come lui avrebbe voluto. Siamo una famiglia grande e molto unita: non saranno mai soli». —

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