Modena, calcio scommesse. La vittoria di Beppe Signori: "assolto perchè il fatto non sussiste" 

MODENA. Sicuramente una delle vittorie più belle della sua vita, anche se non arriva dal campo di calcio, ma dall'aula di un tribunale

Beppe Signori è stato assolto "perchè il fatto non sussiste" dall'accusa di aver partecipato a delle combine di due partite di calcio nel 2010. "Per me è la fine di un incubo durato 10 anni" ha commentato all'uscita l'ex calciatore.

 Soddisfatto anche l'avvocato Patrizia Brandi che, grazie a questa sentenze di assoluzione, sia a Cremona, che a Piacenza e ora a Modena, potrà muoversi in sede di giustizia sportiva per  chiedere la revisione della sentenza che aveva radiato dal mondo sportivo l'ex bomber di Lazio e Bologna.

Signori esce dunque a testa alta da una vicenda che l'ha duramente provato e penalizzato sul piano non soltanto umano ma anche e soprattutto professionale.

«Insieme al mio avvocato abbiamo creduto fin dall'inizio alla mia innocenza. Non mi reputo un presuntuoso, ma uno che voleva verità e, come ho fatto sempre, uno che voleva uscire a testa alta». ha aggiunto  Signori, all'uscita dal tribunale di Modena. Con questo processo la storia giudiziaria di Signori si chiude, almeno in primo grado. «Siamo alla fine. Sono passati dieci anni lunghi, che non mi restituirà più nessuno», ha detto l'ex calciatore.

Signori ha sempre sostenuto con forma la sua estraneità alle accuse accettando il processo fino in fondo e rinunciando alla prescrizione, proprio per provare davanti ai giudici la sua innocenza. E così è stato. Felice all'uscita del tribunale Beppe Signori che ha posato per i fotografi in compagnia del suo avvocato Patrizia Brandi


Signori era finito al centro delle accuse, ancora una volta,  per due partire che sarebbero state manipolate con una serie di incontri a Modena e Sassuolo ad opera di trafficoni del mondo delle scommesse. Le partite erano  Modena-Siena, finita 0-1 e Sassuolo-Modena finita in pareggio.

«La verità è che sono stato preso come capro espiatorio. Usare il mio nome, così come quello di Antonio Conte, garantiva interesse mediatico». disse all'epoca Signori in tribunale e ancora: «Sono qui per difendere la mia credibilità e per chiedere che sia fatta giustizia, visto che non ho mai potuto domandarlo dal momento non sono mai stato ascoltato se non quasi dieci anni fa, nel 2011, nell'interrogatorio di garanzia».

La reputazione di Beppe Signori si fonda sulla storia dei suoi successi sportivi che ne hanno fatto il nono marcatore di sempre nella storia della Serie A con 188 gol. Nel 1994 faceva parte della nazionale azzurra di Arrigo Sacchi arrivata in finale col Brasile (ma Signori non giocò). È stato un campione anche del Bologna.