Strade, un centinaio di chilometri fuori competenza della Provincia

Conto alla rovescia per la firma con l’Anas nel passaggio di gestione di vie di scorrimento tra Modena, l’Appennino e la Bassa 

viabilità

Sulla carta sono 127 i chilometri di strade provinciali che saranno trasferite ad Anas nei prossimi giorni non appena sarà sottoscritto il verbale di consegna tra Regione e Anas.


L’ente statale quindi ne assumerà la proprietà e la gestione. Se però mettiamo sul tavolo anche i 25 km che sarà la Provincia a prendere in gestione dall’ Anas tra Lama Mocogno e Pievepelago (comprese tre case cantoniere), ecco che sul portafoglio Anas arriveranno un centinaio di km di strade, circa il 10% delle strade provinciali.

Oltre ai tratti di pianura (la Romana sud, da Modena a Carpi, la Provinciale 468 da Carpi a Finale sostanzialmente sino al confine con il Ferrarese e a qualche chilometro della Modena - Sassuolo tra Baggiovara e Casinalbo, i tratti più importanti sono in Appennino.

«Consegniamo strade in buono stato di manutenzione, dopo che Anas ce le affidò vent'anni fa - ha commentato il presidente della Provincia Tomei - L’acquisizione di un importante tratto di Statale 12 in montagna e di tre case cantoniere, su cui valuteremo l’utilizzo, rappresenta un traguardo per la riqualificazione dei collegamenti appenninici, fondamentali per il rilancio del territorio».

Sulla Provinciale 623, che dalle porte di Modena scavalca Vignola e sale a Zocca, sarà risolto il problema della cosiddetta circonvallazione nel paese di Vasco Rossi; anche il contestato e delicato viadotto che permette di oltrepassare il centro senza intasare le vie della parte storica è stato consolidato dal Comune, con una spesa praticamente pari a quanto fu speso per costruirlo.

L’altro tratto strategico e di costosa manutenzione che viene caricato sul bilancio dello Stato è sempre in Appennino, per la Provinciale 40 di Vaglio .

Una strada che da vent’anni, tanti ne sono passati da quando fu terminata dopo una serie di cantieri infiniti, viene utilizzata come alternativa alla via Giardini per accorciare il tragitto tra Modena e Pievepelago, anche grazie alla galleria di Strettara.

Quest’ultima fu completata nel 1992 ma è sempre stata una croce e ha causato parecchie vittime.

Nei primi anni, chi non conosceva la viabilità rimasta uguale a quella di sempre, arrivava spesso con una velocità eccessiva fuori dal tunnel; se sbagliava la frenata lo schianto era micidiale.

In quel tratto oltre al ponte ci sono anche altri manufatti come quello sul Rio Becco, il ponte sul Fosso Merlo, il ponte sul Rio Magrignana e quello sul Rio Carnale. Tutte opere che necessitano di controlli accurati e continui, come dimostra l’esperienza recente di Samone.

S.C.