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Matrimoni ed eventi a Modena, un settore in ginocchio «Così chiudiamo tutti»

Dopo aver già perso l’80 per cento del fatturato nel 2020 «I ristori? Non ci bastano nemmeno per le spese del magazzino» 

Paola Ducci

Ancora senza speranza di riprendere presto a lavorare sono tutti quei lavoratori che gravitano attorno all’organizzazione di matrimoni ed eventi. Un settore con un indotto ingentissimo che, dopo un 2020 drammatico che ha fatto registrare un calo globale di fatturato dell’80% (con il lavoro che si è concentrato solo nei mesi di luglio, agosto e settembre), ha iniziato il 2021 ancora peggio, trovandosi ora a fare i conti con un clima di totale incertezza che non sembra far intravvedere a breve spiragli di luce. «La situazione è ormai insostenibile - conferma Gianluca Distasio, titolare di “Ricevimenti La Vecchia Quercia”, importante impresa di catering e di organizzazioni di eventi con sede a Serramazzoni, che tra lavoratori fissi e stagionali contava più di 45 dipendenti, dei quali solo 15 sono in cassa integrazione e gli altri invece sono rimasti disoccupati - quello che chiediamo al presidente Bonaccini e alle istituzioni in generale è che ci venga fornita al più presto una data certa per poter ripartire, visto che tutti i protocolli anti-contagio erano già stati messi in campo e collaudati con successo prima della chiusura obbligata di ottobre. Anzi, addirittura c’eravamo impegnati con misure suppletive di sicurezza tramite servizi di guardie giurate che garantivano il distanziamento scongiurando l’accendersi di qualsiasi focolaio. Purtroppo però tutti gli sforzi fatti sono stati inutili, mentre i ristori sono praticamente inesistenti, tanto che non riusciamo nemmeno a pagare le spese di gestione dei nostri magazzini».


Nelle stesse condizioni dei Distasio anche fotografi, videomaker, allestitori di location, musicisti, attori, dj, intrattenitori e ancora noleggiatori di auto, così come make up artist, parrucchieri, negozi di abbigliamento di abiti da sposa e cerimonia come commercianti di bomboniere e confetti: «Un settore che si è praticamente fermato - conferma Silvia Agio del negozio Nobilita di corso Canalchiaro a Modena - non solo non è più consentito sposarsi, ma anche piccole cerimonie come battesimi, cresime e prime comunioni ormai si sono praticamente azzerate».

Infine a fare le spese dello stop dei matrimoni anche il sistema ricettivo turistico e della ristorazione, ormai totalmente in ginocchio. «Una situazione drammatica che non permette di guardare al futuro - confermano Federica Marchi e Stefania Centonze, rispettivamente fotografa e videomaker di matrimoni che insieme da qualche anno avevano dato vita a “Ladymakers”, attività imprenditoriale tutta al femminile dedicata alla documentazione dei momenti più significativi della vita di ogni persona - in queste condizioni di estrema incertezza - continuano le due imprenditrici - nel quale abbiamo ricevuto per un intero anno perso solo 1200 euro di ristori, diventa assai difficile anche riprogrammare nuovi impegni. Se così è vero che da un certo punto di vista potrebbe essere rassicurante il fatto che chi ha deciso di sposarsi e di usufruire dei nostri servizi fotografici non ci ha annullato il lavoro ma ce l’ha spostato a data da destinarsi, dall’altro questi continui spostamenti implicano dover tenere bloccati i prezzi e non poter dare spazio ad eventuali nuovi clienti». —

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