Modena. Boutique chiusa: è boom di vendite in chat e in diretta

Raffaella Volpi, della omonima boutique donna in via Farini angolo piazza Roma, ha inventato un sistema di vendita che sta ottenendo successo: a ogni sua diretta si collegano 20mila donne; e si conclude con una ventina di spedizioni.

MODENA Il negozio di abbigliamento è chiuso per l’emergenza Covid? La soluzione può arrivare dall’ingegno applicato alle opportunità offerte dal nemico numero uno del commercio tradizionale: l’e-commerce. Raffaella Volpi, della omonima boutique donna in via Farini angolo piazza Roma, ha inventato un sistema di vendita che sta ottenendo successo: a ogni sua diretta si collegano 20mila donne; e si conclude con una ventina di spedizioni. Senza resi. Non solo: durante questa risposta alla saracinesca abbassata per decreto, si è reinventata come personal shopper guidando agli acquisti attraverso Whatsapp. Questo non toglie però la sua forte preoccupazione per la chiusura del negozio. E chiede agli amministratori di considerare la riapertura dopo Pasqua, rispettando sanificazione e distanziamento.


«Ho dovuto chiudere il negozio sia per il lockdown che ora per la “zona rossa” – spiega Raffaella Volpi – se l’anno scorso la città è rimasta a casa e i cittadini hanno rispettato le regole ferree in silenzio, oggi da un lato vediamo tante attività che possono restare aperte perché considerate essenziali (tra le quali i negozi che vendono intimo e capi sportivi), e dall’altro vediamo purtroppo sempre più gente che non rispetta le regole. In strada c’è un flusso di passanti maggiore rispetto all’anno scorso. Tanti si assembrano davanti ai bar anche per bere gli aperitivi. La gente è stanca e si prende più libertà. Perciò chiedo di considerare la riapertura dei negozi dopo Pasqua. Tanti titolari di negozi piccoli come il mio non possono più permettersi di restare inattivi, mentre i centri commerciali sono affollati».


Se il negozio aperto è quindi una necessità per sopravvivere, nel frattempo Raffaella sta sviluppando un’idea tutta sua di e-commerce applicata all’alta moda donna italiana. «Ho iniziato a pensare a una soluzione diversa un anno fa in marzo – racconta – prima indossavo i vestiti nuovi e mi facevo fotografare per pubblicizzarli su Instagram. In agosto ho sgomberato il primo piano del negozio e ne ho fatto solo appenderia con un angolo foto. Alla fine sono passata alle dirette e alle vendite guidate via chat. Con le dirette e whatsapp è finita che mi sono creata un bel giro e oggi è un aspetto importante del mio lavoro commerciale. All’inizio facevo dirette Facebook da quaranta minuti per tre volte alla settimana (ridotte a una dopo la riapertura in maggio).

Restavo a casa, mi vestivo e presentavo i capi di abbigliamento spiegandoli alle partecipanti. E’ una formula che piace. Il passaparola è fondamentale e la serietà fa il resto. In poco tempo ho allargato il mio pubblico e oggi, che sono tornata a tre dirette alla settimana, faccio 20mila spettatrici alla volta. I video sono visibili anche in seguito su Igvt. Sì, si riesce a vendere. Solo questa mattina ho terminato la diretta con 25 spedizioni. Spedisco non solo a Modena, ma in Lombardia, in Veneto e in Sicilia. In questo modo sono riuscita a vendere l’80 per cento delle collezioni che altrimenti restavano a impolverarsi in negozio».


L’altro canale sviluppato riguarda Whatsapp: «In questo caso – spiega Raffaella – mi calo nei panni di una personal shopper su richiesta di una cliente. Le propongo dei vestiti indossandoli, le mando le foto e poi ne discutiamo. Quando trova un capo che le piace, cominciamo a lavorare sulle misure e le taglie. In questo modo, quasi tutto quello che spedisco piace. E non ho resa: un caso su mille». «Ho una cliente a Palermo, ad esempio, che ha già fatto tre acquisti: non l’ho mai incontrata ma tutto quello che abbiamo scelto insieme e le ho spedito le andava perfettamente e le piaceva. Prima era impensabile».


Il passaparola ha permesso di collegare ai social non sono clienti giovani ma anche signore mature che non usavano la tecnologia telefonica moderna e che ora ricorrono facilmente a Instagram, Facebook e Whatsapp per guardare, scegliere e ordinare. “Devo dire che si sono avvicinate tante signore che non conoscevano Facebook e ora sono “speedy” sui social. Anche mia madre”, racconta divertita Raffaella. «Tra me e loro si forma un rapporto di fiducia. Io propongo e io rispondo di ciò che spedisco. Tutti i contatti sono sul mio numero di telefono. Chiunque può chiamarmi e chiedere spiegazioni o lamentarsi».


I social sono uno strumento fondamentale per rilanciare i prodotti italiani soffocati negli ultimi anni da prodotti scadenti o pessimi: «Ho anche organizzato numerose dirette nelle aziende che producono i vestiti che vendo – spiega – è un aspetto importante sul quale sto insistendo: voglio che le mie clienti ricevano prodotti Made in Italy dopo una scelta consapevole. Prodotti belli e fatti a regola d’arte. Le donne devono tornare a vestire bene e ad amare i nostri stili». —