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Serramazzoni Chiara non aspetta e nasce in casa: terzo parto fuori dall’ospedale in 16 giorni

Ad assisterla c’erano il medico del 118 e l’infermiera aiutati dai volontari. Mamma e papà: «Grazie, siete stati fantastici»

SERRAMAZZONI Incredibile ma vero: a due settimane da quello in ambulanza, i volontari dell’Avap di Serra hanno fatto i conti con un altro parto avventuroso. Ancora una bimba, ma stavolta venuta alla luce a casa. E considerando anche quella di Pievepelago, è la terza nascita fuori dall’ospedale nell’arco di 16 giorni.

L’emergenza è scattata martedì a Selva (località “La Barbona”), nell’abitazione di campagna in via Monteforco dove Ilaria Benussi e Raffaele Mastrullo hanno vicino anche azienda agricola e maneggio. «Erano le 17.30 quando ha cominciato ad avere le prime contrazioni – racconta Raffaele – allora le ho detto: “Ti carico in macchina e andiamo giù in ospedale”. Ma non se la sentiva: aveva capito che la bimba voleva nascere e temeva di finire anche lei per partorire per strada, com’è successo a quella ragazza di Pavullo. Allora abbiamo chiamato il 118».



Sono arrivati subito i volontari di Serra e l’automedica di Pavullo, con dottore e infermiera. Che hanno intuito subito la dinamica da parto precipitoso. E così infatti è stato: alle 19.10 era già nata in camera da letto la piccola Chiara, con i suoi 2.940 grammi e soprattutto dei bei strilli che hanno fatto subito percepire la sua ottima salute. A farla nascere, con gran sangue freddo, medico e infermiera in contatto telefonico in vivavoce con l’ostetrica, assistiti dai volontari e anche da un’amica di famiglia, infermiera pure lei. Mentre il papà rimaneva trepidante: «Ilaria era più tranquilla, io per un’ora ho messo assieme tutti i santi – confida – per fortuna è andata bene». Insomma, un parto in casa “di comunità” proprio come una volta, nei piccoli paesi. Poi l’ambulanza “cicogna” dell’Avap, dove già era stato messo un fiocco rosa due settimane fa, ha portato mamma e neonata all’ospedale per i dovuti controlli, in questo caso a Sassuolo, dove lei era già stata visitata venerdì in vista di un termine naturale di parto fissato per il 1° aprile. Tutto bene: dovrebbero tornare a casa oggi, dove aspetta eccitatissima anche Sonia, la sorellina nata cinque anni fa a Pavullo quando il Punto nascita era ancora aperto.

«Avrei voluto tanto che lo fosse stato ancora – sottolinea Ilaria dal letto d’ospedale – quando ho avvertito i primi dolori avremmo potuto prendere la macchina ed essere lì in dieci minuti: sarebbe stato più tranquillo per tutti. Paura che andasse storto qualcosa? No, devo dire che non l’ho avuta perché mi hanno assistita con una delicatezza straordinaria, e ci tengo a ringraziare tutti: medico, infermiera e volontari. Mi spaventava l’idea di un parto lungo la strada, questo sì. Ma a casa mi sono sentita protetta, e alla fine ringrazio anche Chiara che con la sua fretta mi ha fatto penare poco».

Ad assistere a quei momenti indimenticabili i volontari Pierluigi, Cristina e Omar: «Un’emozione davvero forte – sottolineano – è qualcosa che si porta dentro per sempre». «Una cosa che non succede mai, poi adesso capita due volte in due settimane: è davvero incredibile – osserva Nicola, presidente Avap – sono servizi che ti lasciano davvero tanto, grazie al lieto fine. E per questo bisogna essere grati alla competenza del 118, che ha saputo fare tutte le manovre giuste in quei momenti concitati». —

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