Modena, tangenziale: la gestione passa ad Anas Buche e dissesti a rischio... raddoppio

L’assessore Bosi: «Investiremo altrove le risorse risparmiate. Su interventi e manutenzione vigilerà il Comune»

Per una volta, gli utenti dei social l’hanno presa nella stessa maniera, commentando la notizia con un ironico “auguri!”. Del resto, qualche preoccupazione ci sta, dal momento che l’interlocutore per la manutenzione del grande anello che gira intorno alla città passa da piazza Grande a Roma. Al centro c’è la tangenziale di Modena, la cui gestione passerà interamente ad Anas, con l’obiettivo di razionalizzare la manutenzione dell’infrastruttura che rappresenta una delle arterie di interesse nazionale inserite nell’accordo tra Regione e governo che prevede anche la riclassificazione e il passaggio alla società nazionale di gestione stradale di 127 chilometri di strade provinciali.

Un passaggio imminente, dal momento che già la prossima settimana il Comune di Modena trasferirà la proprietà dei due tratti di tangenziale attualmente a gestione comunale, complessivamente 7 chilometri e 590 metri, che corrispondono ai tratti Pasternak e Carducci (dalla Nuova Estense all’innesto con la Pirandello, già a gestione Anas) e al tratto Mistral (dalla Pirandello alla Modena-Sassuolo), mantenendo la responsabilità solo della manutenzione del verde, l’anello interiore, della rotatoria del Grappolo e l’intersezione tra la tangenziale e la Vignolese.


Anche la gestione dell’autovelox collocato in un tratto della tangenziale Carducci, in direzione Bologna, rimane affidata al Comune. «L’accordo rientra nel piano nazionale del 2019 relativo alle reti stradali - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi - e analoghi accordi sono stati sottoscritti in diverse regioni. Per il Comune, con il passaggio della tangenziale ad Anas, oltre a razionalizzare la gestione, si riducono gli oneri della manutenzione straordinaria, e quelle risorse potranno essere utilizzate in altre aree della città». Ma se la gestione unica dell’anello è senza dubbio più razionale dello “spezzatino” Comune-Anas, dall’altra parte c’è il tema della distanza dell’interlocutore, e di conseguenza delle minori garanzie per quanto riguarda la tempestività degli interventi, a partire dalla manutenzione. Un tema affrontato negli incontri che hanno portato alla chiusura dell’accordo: «Ovviamente - precisa Bosi - siamo impegnati a controllare che Anas garantisca le manutenzioni e gli investimenti necessari che, per i prossimi anni, sono state stimati in diversi milioni di euro». Ogni anno il Comune di Modena investe circa 600mila euro per la manutenzione della tangenziale e altri 200mila euro sono le risorse riferite alla tangenziale che riguardano il Piano neve sul quale, comunque, continuerà il coordinamento tra Anas e Comune. —

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