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Soliera Brucia sterpaglie, cade e muore ustionato

Leo Govi, 94 anni, era nel suo podere di Limidi. Inutili i tentativi di soccorrerlo di un vicino. La tragedia ieri pomeriggio

Serena Arbizzi

SOLIERA. Stava bruciando delle sterpaglie quando, improvvisamente, è caduto nel fosso che limita il suo podere ed è deceduto a causa delle ustioni.


Ha perso la vita così, nel tardo pomeriggio di ieri, Leo Govi, 94 anni, residente a Limidi, in via Carpi Ravarino, all’altezza della ditta Fimec, al civico 336. L’anziano abitava in un grande casolare di campagna. Era solo, non aveva né moglie, né figli. I servizi sociali e un’associazione lo assistevano quotidianamente: gli misuravano la pressione e gli portavano i pasti, oltre ad accertarsi che le condizioni di salute fossero buone.

Nonostante l’età avanzata i vicini che, prima del Covid, lo andavano a trovare con più frequenza, lo ricordano come una persona lucidissima, che si prendeva cura dei macchinari in modo preciso. Ricordano anche le sue intenzioni di lasciare i suoi beni a favore di un’associazione o, comunque in beneficenza. Lascia, inoltre, un’importante collezione di trattori Lamborghini.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Soliera e il medico legale per i rilievi. Govi aveva iniziato a utilizzare la motosega ieri a mezzogiorno. Poi aveva bruciato le sterpaglie nel pomeriggio, eliminandone centinaia di metri. Così come qualche centinaia di metri separano la carreggiata dal punto in cui l’uomo è scivolato nel fosso.

«Quando si è visto il fuoco mi sono venuti a chiamare – spiega il vicino Giorgio Brancolini – Io mi sono infilato gli scarponi e sono corso a vedere cos’era successo. Ho notato il fuoco molto esteso, il suo macchinario, ma lui nei paraggi non c’era. Poi mi sono avvicinato al fosso e l’ho notato lì, esanime. È stato straziante».

Tra i vicini che gli rendevano visita, c’è anche Giordano Sartori, che abita sull’altro lato di via Carpi Ravarino.

«Era profondamente lucido: era talmente organizzato che aveva già preparato la motosega per tagliare la legna in vista del prossimo inverno – spiega Sartori – Oggi aveva dato fuoco a delle foglie lungo un fosso. Abitava da solo in quel casolare enorme. Io e mio figlio, sei mesi fa, lo avevamo salvato dopo uno svenimento. Ogni tanto lo andavamo a trovare per controllare che stesse bene, visto che abitava da solo. Ogni tanto prendeva la macchina, una Punto bianca, per andare a fare la spesa a Carpi. Del resto, stava sempre a casa, a lavorare intorno al suo podere. Quando si è verificato l’incendio, altri vicini sono subito corsi a cercarlo, perché hanno notato le fiamme che si stavano avvicinando alla casa, mettendola in pericolo», conclude Sartori.

Il sindaco di Soliera Roberto Solomita esprime «profondo cordoglio per «questo decesso».

I rilievi a cura dei carabinieri e del medico legale si sono susseguiti fino a tarda sera.

Si è analizzato, in particolare, il luogo in cui l’uomo potrebbe essere scivolato, per ricostruire la dinamica che ha portato Govi a questa fine tremenda.

La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria che deciderà se svolgere o meno l’autopsia per verificare l’esatta causa del decesso. Si parla, infatti, di un possibile malore che potrebbe aver spinto l’uomo a cadere nel fosso. —

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