Variante di Rubiera, via libera ai lavori per “tagliare” le code

L’opera fa parte del “pacchetto” Campogalliano-Sassuolo L’obiettivo è ridurre la congestione tra Marzaglia e Reggio

I sei chilometri e mezzo sono quasi tutti reggiani, ma interessano anche centinaia di automobilisti che alla mattina restano imbottigliati sulla via Emilia, nel tratto compreso tra Rubiera e Marzaglia, in direzione Modena, e quelli che alla sera devono farsi delle lunghe code nel percorso inverso. Una svolta che arriverà nei prossimi mesi con la partenza dei lavori per la tangenziale di Rubiera, una delle opere più attese del grande “pacchetto” della Bretella Campogalliano-Sassuolo. Oltre ai 14 chilometri del collegamento tra l’interconnessione A1-A22 e il Distretto ceramico, infatti, l’infrastruttura prevede altre due opere: la prima riguarda 3,6 chilometri di raccordo tra la Bretella e la tangenziale di Modena, e l’altra coinvolge appunto la variante di Rubiera. E se per il tratto della tangenziale modenese al momento è tutto ancora fermo, le operazioni per arrivare a realizzare la parte reggiana stanno per partire. Alla fine di marzo, infatti, la società Autostrada Campogalliano-Sassuolo ha presentato la documentazione necessaria per arrivare all’approvazione del progetto definitivo della tangenziale e, di conseguenza, anche l’elenco dei terreni necessari per completare il tracciato, molti dei quali dovranno essere espropriati.

Il progetto è stato depositato negli uffici di Autostrada del Brennero spa a Carpi e nelle segreterie dei tre Comuni coinvolti, ovvero Rubiera, Casalgrande e Reggio Emilia. L’approvazione del progetto definitivo comporterà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e da lì prenderà il via il resto dell’iter, con una conferenza di servizi che valuterà i singoli atti espropriativi. Il percorso della variante, al centro di tante revisioni e di tante polemiche negli anni scorsi, è al momento quello previsto dal progetto originario, che dal corso dal Secchia, tra Marzaglia e Rubiera, lungo la strada per Salvaterra, porterà alla via Emilia all’altezza di Bagno, a Reggio Emilia, con un lungo viadotto, alcune rotatorie di intersezione e alcuni ponti.


Il percorso sarà poi collegato alla Bretella e a un nuovo ponte sul Secchia, da affiancare a quelli oggi già trafficatissimi fra Rubiera e Marzaglia e fra Villalunga, Veggia e Sassuolo. In questo modo, si potrebbe scaricare sia il traffico di mezzi pesanti che dagli stabilimenti vanno verso la via Emilia e le autostrade, sia consentire ai pendolari un terzo accesso per attraversare il Secchia e il confine. —

L.G.

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