Il forno Mantovani compie 100 anni «La nostra vita a preparare bontà»

Il negozio ha superato la guerra e conta cinque generazioni Franco: «Di notte, non vedo l’ora di alzarmi per correre qui» 

Serena Arbizzi

SAN POSSIDONIO. Il forno Mantovani ha compiuto 100 anni e al quartier generale di piazza Andreoli sono numerosi i clienti che ricordano aneddoti di questo secolo di attività.


Il forno, arrivato alla quinta generazione, è nato da Oreste e Celestina, papà e mamma di Vainer, che ha sposato Albertina, i quali, a loro volta, sono genitori di Franco, Fausto e Agnese. Quest’ultima è mamma di Elena Berto, che lavora al forno. Nel corso della seconda guerra mondiale l’attività non si è mai fermata.

«Mio nonno, il fondatore – ricorda Franco – faceva parte di una famiglia di 18 fratelli, quattro dei quali morti a causa dell’influenza spagnola in una settimana. Finita la prima guerra mondiale, lo Stato ai sopravvissuti aveva regalato mille lire. Mio nonno li ha investiti. Prima del conflitto aveva fatto il garzone da un contadino, poi da un fornaio. A un certo punto ha pensato di mettersi per conto proprio.

A San Possidonio, mentre la famiglia conduce il forno, nascono altri cinque bimbi che, una volta grandi, prendono in mano l’attività. «Tra loro c’era anche il mio papà, Vainer, uno dei trascinatori – aggiunge Franco – Chi ha tenuto in piedi la famiglia in questo secolo sono state le donne. Noi uomini potevamo anche deprimerci, ma loro no. Io ho iniziato il mio lavoro qui dopo la prima media: sono stato bocciato. Allora mio padre mi disse: “Domani ti alzi alle 2 con me. Sono lì da 65 anni. Quand’ero giovane odiavo il forno perché non mi faceva dormire e si faceva tanta fatica. Soltanto dopo sono uscite le macchine. Adesso sono in pensione dal 1994 e io e il forno siamo inseparabili. Non vedo l’ora che arrivi l’ora di alzarmi. Anche la domenica di notte ho il forno che mi aspetta. Prima del Covid i giovani quando tornavano dalla discoteca mi venivano a trovare: davo loro un pezzo di gnocco e una pizzetta. Adesso vengono le forze dell’ordine».

Martina Mantovani rappresenta la quinta generazione. Figlia di Cristiano Mantovani, Martina incarna il collegamento fra tradizione e modernità.

«Il forno è sempre stato in piazza Andreoli, sotto la casa dei miei nonni – aggiunge Martina – Tra le nostre specialità più apprezzate ci sono i bussulan, la ciambella tipica modenese, conosciuta anche come bensone. Abbiamo introdotto le specialità senza glutine, non per i celiaci, ma abbiamo un’ampia gamma di prodotti a base di farine di riso, senza lattosio o senza strutto. Fino a qualche anno fa non chiudevamo neanche durante l’estate, per dare l’dea dell’attaccamento al forno della nostra famiglia». —

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