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Bomporto. Andrea, stroncato a 41 anni dal Covid

Roncarati lavorava per la Coop Gulliver ed era molto conosciuto perché ha cantato in giro per l’Italia con tante orchestre

Bomporto. Un arresto cardiaco ha spento la sua vita a 41 anni ieri alle 5.30 in una stanza del Policlinico dove era ricoverato da giorni, ma il decesso di Andrea Roncarati di Bevilacqua è certamente dovuto al Covid.

«C’è poco da dire - racconta il fratello minore Alessio -, era stato prima in coma e poi intubato, ma proprio quando sembrava che potesse uscirne ci hanno chiamato dall’ospedale per comunicarci la sua morte improvvisa».


Roncarati era conosciutissimo a Bomporto, dove si era trasferito dal ferrarese in particolare da Bevilacqua, a un passo da Cento ma anche dal modenese. Lavorava per la cooperativa Gulliver.

Era conosciuto per la sua passione del canto e per essere poi il figlio di Franco, storico presidente della società sportiva e della Sagra del tortellone di Bevilacqua, morto nel dicembre 2019 dopo una lunga malattia.

Difficile capire dove il 41enne possa esser stato contagiato. Di certo il suo calvario è iniziato tre settimane fa, quando ha deciso di andare al pronto soccorso del Policlinico. Le sue condizioni stavano peggiorando rapidamente: «Il 10 marzo è andato da solo all’ospedale perché faticava a respirare - racconta Alessio - e dagli esami è apparso subito grave, tanto che l’11 è stato messo in coma farmacologico. Il personale sanitario ci ha subito detto che era molto grave e avrebbe potuto non farcela, poi all’improvviso il 19 ho ricevuto una sua telefonata: un miracolo, era uscito dal coma e il peggio sembrava passato. Ovviamente era in convalescenza, ma negli ultimi giorni aveva ripreso a camminare, si era anche fatto la barba da solo e stava aspettando di andare a Pavullo per la riabilitazione, visto che la polmonire era ormai guarita. La sera prima aveva anche sentito mamma, andava tutto bene. Poi stamattina la chiamata dall’ospedale...». E una voce che annuncia la tragedia. Quello che nessiun famigliare avrebbe mai voluto sentire. Oltre ad Alessio a piangere la morte di Andrea ci sono i nipotini e mamma Loretta: «È distrutta. Con papà l’addio è stato lungo e sofferto per la malattia, ma parliamo sempre di 43 anni di matrimonio e stava superando il lutto solo nell’ultimo periodo. In più ha anche dei problemi di salute, è stata operata all’anca. La perdita di mio fratello è una botta terribile per tutti».

Come detto, la grande passione del 41enne era il canto, per una decina d’anni era stato il suo lavoro in giro per mezza Italia in importanti orchestre. Poi nell’ultimo periodo aveva smesso, accettando un lavoro per la cooperativa Gulliver, con successivo trasferimento a Bomporto, motivo per il quale una volta scoperti i sintomi del coronavirus è andato al pronto soccorso del Policlinico.

La notizia ieri è circolata rapidamente sia a Bomporto che nel Centese, dove come detto il 41enne era molto conosciuto. Seguendo le orme di papà Franco era una presenza fissa nello staff dei volontari della Sagra del tortellone