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Modena. «Ho un marito infermo e un padre di 92 anni, ma per me il vaccino è ancora un miraggio»

La storia della signora Antonia Mazzucchi, 69enne di Maranello «Esco solo per fare la spesa, ma se mi ammalo è un dramma»

il caso

Qualche giorno fa, mentre era alla guardia medica per un malore, ha vissuto qualche minuto di profonda angoscia: «E se mi ricoverano, cosa ne sarà di mio padre e mio marito? E se ho preso il Coronavirus e l’ho già trasmesso a entrambi?». Del resto, la vita dei due uomini è strettamente legata a quella della signora, e anche la sua è strettamente connessa alla loro. Anche per questo, oggi Antonia si chiede per quale ragione non sia ancora stata vaccinata contro il Coronavirus, magari anche prima del marito e del padre, dal momento che lei è l’unica dei tre ad uscire di casa, e di conseguenza è l’unica persona che potrebbe trasmettere il virus a due persone molto fragili.


Succede a Pozza di Maranello, dove la signora Antonia Mazzucchi, che ha 69 anni, vive insieme al marito infermo e al padre 92enne: «Mio marito è completamente paralizzato, e mio padre soffre di insufficienza renale - spiega la signora - li accudisco io entrambi da 26 anni e non ho alternative, dal momento che mia figlia vive a Verona e non abbiamo badanti». Una situazione familiare già decisamente complicata, ma resa ancora più difficile dall’emergenza Covid, con la comprensibile paura di contrarre il virus e trasmetterlo al padre o al marito. «Ormai esco solo per fare la spesa - spiega ancora la signora - e sto estremamente attenta, adottando tutti gli accorgimenti necessari dal punto di vista di mascherine e gel igienizzanti ed evitando i contatti con le altre persone, a parte quelli strettamente necessari per comprare i generi di prima necessità». Attenzioni quotidiane a parte, la signora Antonia sta chiedendo da tempo di essere vaccinata, considerando la delicatezza del suo ruolo: «Di fatto sono l’unica persona che esce di casa - incalza - e di conseguenza l’unica che può contrarre il virus e portarlo a due persone estremamente fragili. Per questo credo che io, così come tante altre persone che accudiscono familiari in situazioni simili, dovrei essere già vaccinata, o quantomeno dovrei rientrare tra le categorie “a rischio” ed essere contattata al più presto per la somministrazione». Così, da oltre un mese la 69enne di Maranello sta chiedendo di poter ricevere il vaccino anti-Covid, passando dal medico di base alle farmacie: «Non ho ancora ricevuto risposte - riprende - a parte il fatto che, considerando la mia fascia d’età, dovrei rientrare tra i cittadini che saranno vaccinati a maggio, se tutto andrà secondo i programmi». Nel frattempo, nei giorni scorsi il marito e il padre della signora sono stati contattati dall’Ausl per fissare l’appuntamento per il vaccino: «Sono molto contenta per questa chiamata - spiega ancora la signora - ma trovo assurdo che chi si occupa di persone fragili non venga vaccinato insieme a loro, o meglio ancora prima di loro, vista le delicatezza del ruolo e i rischi per le persone accudite».

Per far capire le preoccupazioni che ogni giorno vive, la 69enne di Maranello racconta quindi della grande paura della settimana scorsa: «Un giorno sono stata male - spiega - e sono andata alla guardia medica. Per fortuna si è rivelato solo un blocco intestinale, ma in quei momenti ho pensato a cosa sarebbe successo a mio padre e a mio marito se mi avessero ricoverata. E ovviamente ho pensato anche di avere il Coronavirus, e di averlo trasmesso a loro. Tutto questo non succederebbe se fossi stata vaccinata, o se almeno nei prossimi giorni anche per me venisse fissata la data per la somministrazione. Sto vivendo una situazione tragica e allo stesso tempo ridicola - chiude la signora Antonia - e sono certa che nella stessa condizione ci sono tante altre persone che accudiscono familiari estremamente fragili e che non sono ancora state vaccinate. Tutto questo è assurdo».

Un caso che nei prossimi giorni sarà esaminato dall’Ausl di Modena, che sta predisponendo il percorso per individuare i conviventi di cittadini “estremamente vulnerabili” e i caregiver di persone con grave disabilità (ai sensi della legge 104 del 92, articolo 3, comma 3) in modo da definire le modalità di accesso alla vaccinazione anche per queste categorie di persone che, assistendo familiari in condizioni di fragilità, sono a rischio.—

Luca Gardinale

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