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Modena. Una passione senza tempo fa rivivere i libri antichi

Alla “Bottega dei Gozzi” dal 1902 vengono riconsegnati alla lettura testi storici: dalla realizzazione di facsimili alla stampa serigrafica, fino al paziente restauro

Modena. Una bottega accolta in piena zona artigianale, a est di Modena, rimasta da sempre fuori dal centro storico perché, del resto, sarebbe difficile per bancali di pagine stampate raggiungere facilmente il luogo dove queste troveranno “casa” all’interno di libri realizzati completamente a mano, proprio come si faceva in quel lontano 1902 quando fu fondata.

La Bottega dei Gozzi di Modena, legatoria artistica dal 1902



Si chiama “Bottega dei Gozzi” e sono passati 119 anni da quando Dante Gozzi la aprì in via Toscanini 241. A lui seguirono altre due generazioni di Gozzi prima di vedere subentrare Pierangelo Faggioli, il primo successore esterno alla famiglia nonché maestro degli attuali titolari: Federico Montaguti e Davide Montorsi, 74 anni in due. Il primo un laureato in Beni Culturali che da garzone di bottega è diventato socio del suo maestro, il secondo un serigrafo che dopo aver conosciuto la bottega ci ha portato dentro Medulla, il suo laboratorio di serigrafia.

«Io e Federico ci siamo incontrati a Nonantola all’inaugurazione di Medulla – ricorda Davide – qualche tempo dopo sono venuto in bottega a rilegare alcuni libri serigrafati e diciamo che non ne sono più uscito». La loro società nasce circa sei anni fa. Da allora l’intento è stato sempre chiaro: mantenere un senso di spiccata artigianalità ma contestualizzato al giorno d’oggi. Insomma, conferendo un tocco moderno al passato che hanno ereditato. Oggi all’interno della bottega ad assorbire il 70% del lavoro è la legatoria di facsimili, ovvero la riproduzione estremamente fedele di codici unici conservati in qualsiasi biblioteca del mondo. «A noi arrivano le pagine già stampate – spiega Federico – le pieghiamo, le uniamo in fascicoli, dopodiché ci occupiamo della cucitura a mano e della capitellatura del libro, che poi viene indorsato, e infine creiamo la copertina, solitamente in pelle conciata al vegetale o in velluto, e la decoriamo». «Il punto fondamentale della legatura facsimilare è che si ridà vita a un volume blindato, inaccessibile al pubblico – sottolinea Davide – riproducendolo per un numero elevato di copie, di solito dalle 300 alle 600, lo si rimette in diffusione e in questo modo gli appassionati possono possederne uno. Nel caso di facsimili la decorazione della pelle in oro viene fatta con trancia a caldo tramite dei cliché in zinco, che fungono da matrici. Quando si parla di una tiratura di 300 copie, non è pensabile farla a mano per ciascun libro, mentre quando ci occupiamo di legatoria di pregio tutto viene fatto a mano utilizzando punzoni. Ne abbiamo più di mille».

In Bottega dei Gozzi accanto alla legatoria facsimilare si affiancano poi altre attività artigianali che vedono i due giovani soci dividersi i compiti: Davide si occupa di stampa serigrafica, Federico del restauro di libri. «Restaurare libri antichi è un po’ come una magia – racconta Federico – perché si dà nuova vita a un oggetto, un manufatto, che oramai non l’avrebbe più. Quando il nostro maestro era allievo, l’80% del lavoro del restauro era commissionato da biblioteche mentre oggi, dato che quel mondo è bloccato, si lavora più che altro per antiquari e in generale per privati».

È Davide invece a condurci nel mondo della stampa serigrafica, che da sempre lo appassiona. «Si possono trovare delle anticipazioni di serigrafia a partire dai Babilonesi, ma in realtà quella che conosciamo oggi è una tecnica di stampa giovane nata per la riproduzione seriale – precisa – la particolarità di Medulla è che ha rifiutato la serialità come elemento portante di stampa e tutto quello che può facilitare una velocità di riproduzione a discapito dell'attenzione al lavoro e all’ambiente. Noi siamo tornati a una produzione dei colori arcaica, quasi medievale, per i quali utilizziamo pigmenti estratti da piante, terre o minerali. Diciamo che tra il pigmento e la creazione del colore per la serigrafia c’è un processo e a quello siamo arrivati noi. Abbiamo una nostra linea creativa ma lavoriamo anche con artisti modenesi e italiani, di recente la nostra collaborazione più sentita è stata quella con l’Archivio Architetto Cesare Leonardi e la Galleria Antonio Verolino».

Una bottega, la loro, che come sottolinea Federico non ha mai fatto un solo passo verso l’industrializzazione pur rimanendo puntualmente al passo con i tempi. Come? Lo sa bene Netflix, che di recente l’ha ingaggiata per realizzare i libri di scena di una nuova serie tv, tutta da girare.