Pavullo. Punto nascita “salato”: «Per riaprire servono 3 milioni e 22 persone»

È la stima fatta dall’Ausl al sindaco: oltre ai professionisti potrebbe essere necessaria una terza sala operatoria 

Pavullo. Per riaprire il Punto nascita di Pavullo servono 3 milioni di euro.

È la cifra, concretizzata per la prima volta, fornita dall’Ausl a un’iniziale valutazione di strutture e personale necessari per procedere alla riattivazione dell’attività sospesa il 5 ottobre 2017. La comunicazione è stata letta dal sindaco Luciano Biolchini in Consiglio comunale nell’ambito della risposta sui punti sollevati dalla mozione di Davide Venturelli per il rilancio a 360 gradi del sistema-ospedale.


«Servono poco meno di 3 milioni per la messa a norma e la ristrutturazione di ambienti e sala parto – ha detto Biolchini leggendo il documento – comprensivi dell’acquisto di tecnologie aggiornate e del personale necessario per avere un Punto nascita attivo 24 ore su 24 nell’arco continuo dei sette giorni: 6-7 ginecologi, 3 ostetriche, 6 infermieri, 4 pediatri e 2 anestesisti».

Sono 22 persone: un quadro importante dunque, che comporterebbe ovviamente anche un rafforzamento della struttura ospedale nel suo complesso, arricchita di figure di riferimento. Che è poi quello che i comitati hanno sempre sostenuto: che la chiusura del Punto nascita non era solo lo stop a un servizio ritenuto comunque indispensabile (e la cronaca recente, con tre parti fuori ospedale in 16 giorni lo ha ribadito) ma anche la perdita di un numero importante di professionisti. Il primo scoglio è questo: si riuscirà a trovarli? Con la difficoltà che c’è in montagna a reperire personale sanitario, non è affatto scontata la risposta.

Il secondo scoglio è la struttura: se si riapre, potrebbero non bastare più le due sale operatorie inaugurate nel novembre 2019, rendendo necessaria la realizzazione di una terza sala, come era poi prima della ristrutturazione. Ecco perché la cifra assume un importo così elevato. Praticamente pari all’investimento tuttora in atto (2,8 milioni) per la realizzazione del nuovo Pronto soccorso. Forse l’unica possibilità di trovare questi soldi sta davvero nei fondi europei.