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Ultimatum a medici e infermieri no vax. Dal 20 aprile rischiano la sospensione

Il decreto legge impone tempi stretti a Regione e aziende sanitarie per verificare i nominativi di chi non vuole vaccinarsi

Modena. Scatta l’ultimatum per medici e infermieri “no vax”: entro il 20 aprile devono essere vaccinati o aver prenotato, altrimenti saranno spostati o sospesi dalle rispettive aziende sanitarie.

È quanto stabilito dal decreto legge pubblicato in Gazzetta ufficiale il 1 aprile e che regola alcune misure urgenti per il contenimento dell’epidemia. Tra gli aspetti toccati c’è anche quello degli obiettori, cioè del personale sanitario che non intende sottoporsi alla vaccinazione. Di obbligo vaccinale si parla nell’articolo 4 e si rivolge agli «esercenti di professioni sanitarie, gli operatori di interesse sanitario» che lavorano in «strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali»: sono tutti «obbligati a sottoporsi a vaccinazione». Solo in caso di «accertato pericolo per la salute in relazione a specifiche condizioni cliniche» la vaccinazione può essere esentata o differita.


Ora iniziano le procedure da parte di aziende sanitarie e Regioni. Entro 5 giorni dall’approvazione, gli ordini professionali devono trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Regioni. Stessa cosa devono fare i datori di lavori, sia pubblici sia privati. A quel punto le Regioni avranno altri dieci giorni per verificare chi non ha ancora ricevuto la vaccinazione o non ha ancora effettuato la prenotazione: i nominativi saranno subito segnalati alle aziende sanitarie locali che a quel punto dovranno impegnarsi a contattare singolarmente i negligenti.

Tutti coloro che non risultano vaccinati dovranno produrre entro cinque giorni una specifica certificazione medica in caso di problemi di salute che impediscono la vaccinazione oppure un documento con cui si attesta l’avvenuta prenotazione della somministrazione.

Questo lungo iter, con rimbalzi di comunicazione tra Regione e Ausl, avrà una durata complessiva di 20 giorni. Se al 20 aprile qualcuno risulterà inadempiente scatteranno le sanzioni.

La principale indicata dal decreto legge è «la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio».

Quindi medici e infermieri non potranno più essere impiegati nei reparti, ma potranno essere indirizzati a svolgere mansioni diverse, anche inferiori, specifica la legge. Se non fosse possibile, potrebbe scattare anche la sospensione con interruzione del pagamento dello stipendio.

Dunque dopo settimane in cui le aziende sanitarie si sono impegnate nel dialogo e nel confronto con i professionisti della sanità contrari al vaccino, si passa all’azione. Non siamo di fronte a grandi numeri, ad esempio l’Ausl ha comunicato che sono 131 i dipendenti che al momento non vogliono vaccinarsi. Ma nelle ultime settimane, in diverse zone d’Italia, si sono verificati focolai in reparti dove lavorava personale non vaccinato: casi che rendono emblematico come anche un solo operatore possa mettere in pericolo pazienti molto spesso fragili e indifesi.

I direttori generali di Ausl e Aou di Modena, Antonio Brambilla e Claudio Vagnini, nelle ultime settimane hanno rivolto appelli accorati ai no vax, ma il tempo delle parole sembra ormai volgere al termine. La Regione ha già chiesto gli elenchi alle aziende sanitarie.