Campogalliano. Blitz dei negazionisti a casa di Bonaccini Indagano i carabinieri Ecco cosa è accaduto

Due uomini lo provocano, lo riprendono e lasciano un pacco con carte e pannolini. Il presidente: «Io continuo a lavorare»

CAMPOGALLIANO. Non li si può definire “no-mask” perché la mascherina l’avevano ben posizionata sul volto, ma li si può chiamare negazionisti visti il pacco sospetto e il messaggio che hanno voluto recapitare a casa di Stefano Bonaccini.

Due uomini, nel primo pomeriggio di ieri, si sono presentati davanti all’abitazione del presidente della Regione contestandogli in modo provocatorio varie affermazioni sul Covid: la non veridicità degli ospedali pieni e a rischio collasso (cosa che invece certificano i numeri delle Ausl emiliano-romagnole) e l’aumento della disoccupazione causata dalle misure restrittive. Il tutto è avvenuto mentre uno dei due riprendeva la scena.

Prima di andarsene – non si sa se piedi o in auto – hanno lasciato un pacco che ha particolarmente inquietato il presidente, che ha immediatamente contattato i carabinieri. Il primo ad arrivare a Campogalliano, dove risiede il presidente, e a suggerire di non toccarlo né aprirlo è stato il capitano Alessandro Iacovelli, comandante della Compagnia di Carpi. Con lui, coordinati dalla Procura di Modena, stanno operando nelle indagini gli specialisti dell’Arma e della Scientifica per analizzare l’imballaggio che riporta lo slogan “Frode Covid” e ciò che conteneva.

Come mittenti, scritti con un pennarello viola su un foglio di carta, ci sono “Oss, Bimbi, Famiglie, Aziende, Popolo italiano (rispettoso della Costituzione)”. All’interno gli investigatori hanno invece trovato cartacce e pannolini da bambino sporchi. Le indagini sono partite con decisione sia visionando le telecamere di sorveglianza installate a Campogalliano, sia attraverso la testimonianza del presidente Bonaccini che ha descritto i due uomini, uno dei quali con accento meridionale. I carabinieri tengono monitorati anche i vari canali social dove non si esclude appaiano le immagini del blitz negazionista di Pasquetta. Nel frattempo l’Arma, d’intesa con la Prefettura, la Questura e il comando provinciale della Guardia di finanza hanno deciso di adottare ogni misura utile alla sicurezza di Bonaccini e della sua famiglia aumentando il pattugliamento nella zona in cui abita. Il presidente si è limitato a commentare con un laconico: «Continuo a lavorare».


Non sono mancati i messaggi di solidarietà. Su Twitter il ministro Speranza ha scritto: «Un caro abbraccio a Stefano Bonaccini. Il nemico è il virus. Non chi lo combatte ogni giorno». Così Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionalie: «Solidarietà al presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini, per l'intimidazione subita. Il ruolo dei governatori e degli amministratori è stato fondamentale in questi mesi di pandemia, il lavoro sui territori è decisivo per contenere il Covid».

Anche i ministri del Lavoro Andrea Orlando, del Sud Mara Carfagna e della Difesa Lorenzo Guerini hanno voluto rivolgere un pensiero di vicinanza a Bonaccini. Tutto il mondo politico nel corso del pomeriggio ha manifestato solidarietà: da Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, a Giancarlo Tagliaferri consigliere regionale di Fratelli d’Italia, da Virginio Merola sindaco di Bologna a Gian Domenico Tomei presidente della Provincia, solo per citarne alcuni. —



Francesco Dondi

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