Modena. La Pasquetta di lavoro al centro vaccinale «Per il bene di tutti è vietato fermarsi»

L’impegno del personale sanitario anche nei giorni di festa ha garantito la continuità della campagna di prevenzione 

MODENA «I sacrifici sono ripagati dalle soddisfazioni del nostro lavoro».

Al punto vaccinale di strada Minutara le punture non si fermano. A Pasqua e Pasquetta le vaccinazioni sono somministrate fino alle 12 e non fino alle 22 come normalmente accade. Ieri sono state centottanta le persone richiamate per sottoporsi al vaccino. Ad attenderle, il personale schierato come se fosse un normale giorno di lavoro. «Siamo in prima linea - esordisce il dottor Andrea Spanò, direttore del distretto Ausl di Modena - ed è un momento cruciale della nostra lotta al virus».

Modena, Pasquetta al Centro Vaccinale



La “nostra” lotta. L’aggettivo rappresenta lo spirito di squadra di cui va fiero il personale sanitario, ringraziato dal medico.

«Lavorare in simbiosi è importantissimo», garantisce l’assistente amministrativo Federico Brandoli. «C’è una collaborazione tra i medici anziani come me e colleghi molto giovani - attesta la dottoressa Maria Gabriella Ravazzini - medici specializzandi e di medicina generale, che hanno voglia di lavorare, imparare e mettersi in gioco». Ravazzini aveva deposto il camice cinque anni fa. L’emergenza sanitaria le ha fatto cambiare idea e da pensionata è tornata “combattente”.

«Mi ha spinto il fatto di collaborare per partecipare alla lotta nei confronti del virus - garantisce la dottoressa - D’altronde, un medico è medico sempre. È fondamentale che anche i medici si vaccinino e partecipino a questa lotta. Siamo in guerra e questa guerra la vinciamo solo con la vaccinazione. Per questo siamo al lavoro anche il lunedì di Pasqua».

La Croce Rossa si occupa dell’accoglienza. I volontari di associazioni quale la Croce Blu si prendono cura delle persone e degli spazi dopo le vaccinazioni. Le punture spettano al personale sanitario, le risposte ai dubbi rappresentano un gioco di squadra in cui ognuno è pronto a fare la propria parte.

«Poco fa c’è stata una paziente che andava tranquillizzata - riprende Brandoli - Di solito conta più l’attesa e le voci che si sentono in giro piuttosto che il vaccino stesso, che dovrebbe essere la fonte di sicurezza numero uno». Una sicurezza spiegata con un esempio da Spanò. «Un operaio che deve lavorare ha bisogno di un casco per l’antinfortunistica. Il vaccino è come il casco ed è obbligatorio per noi che dobbiamo lavorare e tutelare i nostri pazienti. I medici, gli infermieri e tutti gli operatori è fondamentale che si vaccinino».

Una chiamata alle punture da cui nessuno degli operatori sanitari (e dei volontari) incontrati lungo il percorso si sottrae. «È importante vaccinarsi per l’economia e per tutto», ribadisce l’infermiera Cecilia Pellicciari, responsabile del punto vaccinale. La sua è una presenza instancabile nell’area allestita nell’ex caserma di strada Minutara. «Non c’è Pasqua e non c’è Pasquetta che tengano - spiega Pellicciari - Ci diamo il cambio, ma è importante esserci. Gli utenti che hanno bisogno di domande trovano sempre qualcuno dei responsabili. Credo che gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri, tutti facciano sacrifici, soprattutto in questi momenti».

I sacrifici individuali risultano meno pesanti quando si fa rete. «Abbiamo una squadra formata sia da persone a riposo sia da tantissimi giovani - conclude la responsabile del punto vaccinale - e si è creata un’integrazione davvero molto, molto bella. La nostra è una presenza di speranza». —