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Controlli norme anti covid nel Modenese. Studenti, feste e ciaspolate, mojito e moglie arrabbiata Le scuse degli automobilisti

Polizia e carabinieri sempre presenti sulle strade: chiuso kebab a Finale Ladri inseguiti, semafori abbattuti e spacciatori intercettati di notte 

MODENA Polizia e carabinieri nei vari controlli dell’ultimo anno hanno dovuto annotarne di ogni tra i tentativi di giustificare la violazione delle norme sugli spostamenti e le visite a domicilio.

Ci sono, ad esempio, i quattro ragazzi universitari sanzionati a Ferrara mentre si trovavano ad un party domestico insieme ad altri compagni di corso. Oppure, sul Corno alle Scale, i carabinieri hanno contestato a otto persone il fatto che le ciaspolate non rientrano nella pratica sportiva ma vanno considerate semplice attività motoria, e quindi come tale non consentita al di fuori dei confini del proprio comune. In più sono risultati irregolari anche sul fronte degli assembramenti, per eccessiva vicinanza. Nel gruppo un sassolese, un vignolese, uno residente a Modena e altri in provincia.



A Carpi, invece, si è sfiorato il ridicolo nella verifica di un paio di casi di automobilisti intercettati in giro per la città senza alcun motivo valido. Un uomo di Novi di 50 anni, fermato dal Radiomobile dei carabinieri, ha infatti raccontato di preferire “il mojito fatto in un certo modo”, cocktail che nel suo paese evidentemente non sono in grado di garantirgli. E all’elenco delle sanzioni si aggiunge anche un altro carpigiano che ha tentato di ammorbidire la pattuglia raccontando di essere stato appena cacciato di casa dalla moglie, testimonianza che si è rivelata poi falsa e che ha portato ad un’altra sanzione da 400 euro.



Ma ci sono anche casi socialmente più complessi. A Serramazzoni, per un caffè al banco, è stato multato uno storico bar che ha poi annunciato la chiusura. A Finale, invece, giusto nel giorno di Pasquetta, i militari hanno disposto la chiusura per cinque giorni di un’attività di kebab in quanto davanti, per consumare, si era formato un assembramento di sei clienti che il titolare non è stato in grado di allontanare. Per lui è inoltre scattata la multa per il mancato rispetto dei dispositivi di sanità.

Lungo è invece l’elenco dei ladri intercettati sulle principali direttive stradali modenesi. Perché se la stragrande maggioranza dei cittadini ha rispettato con precisione il coprifuoco delle 22, il crimine ha scelto di non fermarsi anche se va annotato il fisiologico calo dei reati. Ma di inseguimenti sono piene le cronache. A inizio gennaio, a Pavullo, quattro marocchini sono stati inseguiti nella notte e hanno terminato la loro corsa abbattendo un semaforo: multa e denuncia. Un paio di settimane fa nella rete è invece finito un 30enne della Bassa che guidava di notte con nel cruscotto 10 grammi di cocaina pronta per lo spaccio. Ci sono poi i “Narvali” del campo abusivo di San Matteo: si tratta dei nomadi che si autodefinivano “pazzi” e sono stati arrestati dai carabinieri dopo lunghe notti di appostamenti e inseguimenti in seguito alle decine di spaccate, tutte avvenute a ridosso del coprifuoco nazionale. —

F.D.

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