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Modena, Compagnia delle Mo.Re Quando il musical si trasforma in gioco da salotto

L’arte teatrale si mette in gioco e rispolvera la fantasia del pubblico. La Compagnia delle Mo.Re. ha lanciato il “Musical Game” su Facebook. Il gruppo teatrale lo ha definito sui propri canali social “il gioco più scintillante del lockdown in zona rossa”.

MODENA L’arte teatrale si mette in gioco e rispolvera la fantasia del pubblico. La Compagnia delle Mo.Re. ha lanciato il “Musical Game” su Facebook. Il gruppo teatrale lo ha definito sui propri canali social “il gioco più scintillante del lockdown in zona rossa”.


Scopriamone meglio l’essenza. Da lunedì 29 marzo i partecipanti al gruppo Facebook hanno avuto a disposizione ogni sera un video con un indizio.


Dalla recitazione alla danza, dall’arte alla musica sono stati nascosti nei filmati sullo schermo segni rivelatori dell’identità da svelare. Oggi il via alle votazioni, e domani la proclamazione del vincitore, premiato con una maglia della Compagnia. Per partecipare, è stata prevista la possibilità di una donazione (a offerta libera) a sostegno della Compagnia.


«Siamo fermi come tutte le altre compagnie - rivela Giuseppe Grisi, direttore del gruppo teatrale insieme alla moglie Silvia Berselli - e così abbiamo proposto il gioco ai nostri soci. L’idea è piaciuta. È un modo per coinvolgere i nostri ragazzi: la maggior parte di noi ha vent’anni e tanta voglia di fare. Non siamo davanti a un pubblico reale, ma online. Mettiamo però in gioco la nostra arte.

Gli indizi non sono i soliti indizi: sono recitati, cantati, ballati, disegnati». Dall’idea alla stesura del progetto il passaggio è stato rapido. «Stavo guardando un film in stile Cluedo - ricorda Grisi - e c’erano personaggi vestiti in un modo particolare. Una nello specifico mi ha richiamato il personaggio di “Indovina chi”. L’indomani ne ho parlato con mia moglie Silvia. C’è venuto in mente un gioco “Indovina chi” online con miriadi di idee da mettere sul piatto».

«Non appena mi ha detto l’idea ho iniziato a scrivere - aggiunge Berselli - Nel giro di un’ora abbiamo già predisposto tutto. È un parto generato dalla situazione del lockdown. Stare compressi in casa ha portato le persone a vedere più film, ragionarci maggiormente, parlare di più tra di noi e non essere passivi. L’offerta online e televisiva è sovrabbondante e tende a rendere passivi. Stare attenti e diventare curiosi rappresenta invece fattori attivanti».


Una volta definito il progetto, la coppia ha allertato gli altri componenti del gruppo teatrale. «Abbiamo coinvolto tutto il potenziale della Compagnia - riprende la direttrice - Siamo un’associazione culturale che dal 2008 segue gli stessi circuiti delle stesse compagnie professionali con lo stesso numero di date.
Fermarci ha avuto per noi lo stesso impatto dei professionisti, con la differenza che la Compagnia si autosostiene. Ci sono le spese da affrontare: l’affitto, la gestione contabile, le partite Iva. Così abbiamo inventato un gioco a offerta libera e la gente si è divertita». Non è la prima idea originale per scendere dal palco e avvicinarsi al pubblico.


«L’anno scorso abbiamo fatto un contest online con i classici Disney - ricorda Berselli - È un modo per offrire contenuti con il valore aggiunto di essere attivanti. Abbiamo organizzato anche cene con delitto, che abbiamo scritto sempre io e Giuseppe. Ne abbiamo lanciate addirittura in versione musical con gli invitati vestiti a tema. Abbiamo meccanismi rodati per coinvolgere il pubblico in prima persona. Il “Musical Game” vuol essere una versione di lancio. Possiamo rilanciare l'idea con diversi pezzi di arte. Potrebbe diventare un format riproponibile con un altro personaggio da identificare».Un auspicio condiviso da Grisi.

«Abbiamo riscontrato tanta partecipazione e dinamicità - interviene il direttore della Compagnia - Anche la persona entrata all’ultimo minuto ha potuto partecipare. Il vincitore è stato il dito più veloce, ovvero la persona che dopo l’ultimo indizio ha dato il nome e il cognome del personaggio famoso. Abbiamo creato un po’ di suspense, utilizzando tutti i nostri canali sui social. Le persone sono ancora un po’ restie di fronte alla novità. Per noi è comunque un modo per fare spettacolo. I video sono brevi, ma richiedono preparazione. A parte le riunioni su Zoom, abbiamo discusso di tutto. Per esempio, per la coreografia c’erano delle parti che non andavano bene. Noi l’abbiamo proposta in un modo, i due coreografi hanno preferito fare altro. Dietro il “Musical Game” c’è una macchina corale». —