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Modena «Le scuole sono sicure, giusto riaprirle» Si pensa già a settembre: «Sogno il 100%»

La dirigente dell’ufficio provinciale, Silvia Menabue: «Lavoriamo per la totale didattica in presenza e per avere nuovi spazi»

Paola Ducci

«Se il Comitato tecnico scientifico ha stabilito che ci sono i presupposti per ripartire anche in zona rossa fino alla prima media, le nostre scuole sono pronte a farlo in totale sicurezza, come lo sono sempre state fin da settembre 2020», afferma Silvia Menabue dirigente dell’ Ufficio scolastico provinciale.


La dirigente è a favore delle riaperture in presenza: «Era necessario – sottolinea la dirigente - anche se di fatto le scuole non hanno mai chiuso accogliendo in presenza i ragazzi disabili e con bisogni educativi speciali, mantenendo attivi i laboratori e svolgendo a distanza tutto il resto della didattica. Organizzazione che è stata resa possibile dai docenti e dagli educatori che prontamente hanno saputo riorganizzarsi più volte dalla sera alla mattina per non far mancare ai ragazzi nemmeno un giorno la presenza della scuola. In ogni caso – continua Menabue- il rientro in aula era molto atteso sia dalla maggior parte del personale docente che nel frattempo ha provveduto a vaccinarsi, che da parte delle famiglie, in difficoltà nella gestione dei bambini più piccoli».

Questa ripartenza in presenza purtroppo però esclude gli ultimi due anni della secondaria di primo grado e le superiori che da tempo stanno soffrendo particolarmente la situazione. «La speranza è che si torni a breve arancioni – continua la dirigente- per poter riaprire assolutamente tutte le tre classi delle medie e le superiori almeno al 50%». Ma se riaprono le superiori sarà davvero risolto il problema dei trasporti? «Nei mesi scorsi si è fatto un grande lavoro con la prefettura e le aziende di trasporto locali per riorganizzare le tratte più sovraffollate e garantire ai ragazzi spostamenti in sicurezza – conferma- ancora però non si è avuta l’opportunità di mettere in atto ciò che si è stabilito. Speriamo lo si possa fare a breve. Le aspettative che possa funzionare sono alte».

La garanzia dell’ultimo mese di scuola a scuola, sarebbe infatti un toccasana non solo per la salute psicofisica dei ragazzi, provati da questi mesi di isolamento, ma risulterebbe di fondamentale importanza per chi frequenta gli ultimi anni di superiori e dovrà affrontare l’esame di maturità che anche quest’anno avverrà con le stessa modalità già collaudata l’anno scorso, quindi senza prove scritte, con una tesi su un argomento stabilito dal consiglio di classe e un colloquio interdisciplinare che comprende tutte le materie alla presenza dei propri professori e di un presidente di commissione esterno. «Ma alla maturità 2021 debutta anche il “Curriculum dello studente”- spiega Menabue- il nuovo documento che verrà allegato al diploma per certificare attività extrascolastiche, come quelle linguistiche, quelle culturali, musicali, sportive, artistiche e di volontariato. Il Curriculum è stato pensato per raccogliere le esperienze svolte nel percorso formativo da ciascun alunno, affinché possano essere valorizzate all’interno dello stesso esame, nella stesura dell’elaborato, con cui si apre la prova, e nel corso del colloquio».

E sulla ripartenza a settembre? La dirigente dell’Usp è ben consapevole dell’importante aumento di ragazzi che si appresteranno ad iniziare le scuole superiori e rassicura che con i dirigenti e la Provincia sono stati avviati incontri per valutare le iscrizioni accolte e quindi autorizzare la formazione di classi in più in alcuni istituti, evitando così le cosiddette “classi pollaio”, lavorando per un rientro in sicurezza almeno al 75% in presenza nella speranza che si possa raggiungere il prima possibile il 100%. «Non sono pochi i cantieri aperti – conclude Menabue – alcuni dei quali sono anche prossimi alla chiusura come il Selmi di Modena e il Paradisi Levi di Vignola. In ogni caso siamo tutti concordi che la scuola deve essere riportata al centro degli investimenti e questo già è stato ben recepito dalla nostra Provincia perché i fondi ci sono e gli investimenti saranno ingenti». —

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