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Associazioni modenesi compatte: «Proteste sì, ma senza violenza»

Confesercenti, Confcommercio, Lapam e Cna  intervengono dopo le tensioni di ristoratori davanti a Montecitorio sfociata in scontri: «Serve una data certa per riaprire in sicurezza»

Gabriele Farina

«Comprendiamo l’esasperazione, non i modi». Le associazioni di categoria modenesi prendono posizione sulla protesta di martedì pomeriggio a Roma. «Non approviamo manifestazioni contro la legge che mettano a rischio la salute pubblica», si schiera Marvj Rosselli, direttore generale di Confesercenti Modena. L'evento organizzato da Mio Italia (aderente a Confindustria), Movimento Io Apro, La Rete delle Partite Iva, Apit Italia e Pin a Montecitorio è degenerato in scontri con le forze dell’ordine. Sono stati notati esponenti di Casa Pound, Forza Nuova e Italexit. Tra gli intervenuti, un ristoratore di un’attività modenese con il tricolore dipinto sulle guance e un copricapo con le corna. Un riferimento a Jake Angeli, lo “sciamano” dell’assalto al Campidoglio statunitense. «Molti manifestanti erano senza mascherine - ricorda il direttore generale - e non erano distanziati adeguatamente. Noi invece siamo per la tutela della salute di tutti». Dopo la propria manifestazione nazionale, Confesercenti rilancia i canali istituzionali. Tra le proposte, contributi a fondo perduto, accessi al credito privilegiato e prestiti allargati. «Gli imprenditori chiedono di lavorare - conclude Rosselli - Se però si chiude, occorre che siano adeguatamente ristorati». «Ai nostri imprenditori serve soprattutto una data della ripartenza - rappresenta Tommaso Leone, presidente provinciale di Confcommercio - pertanto, abbiamo proposto la mobilitazione nazionale “Il futuro non (si) chiude” e in quest’ottica Fipe protesterà in modo ordinato a piazza Roma il 13 aprile». Leone critica le risposte avute dalla Capitale. «Serve un deciso cambio di passo - l’auspicio del presidente di Confcommercio - che preveda indennizzi adeguati, la cancellazione della Tari, un allungamento dei tempi di rimborso sui prestiti garantiti dallo Stato a non meno di 15 anni, la riproposizione del credito d'imposta sugli affitti commerciali». «Serve una data certa da comunicare alle imprese per aprire rispettando la sicurezza», si augura Daniele Casolari, segretario di Licom-Lapam. Casolari prende le distanze dai fatti di Roma. «La manifestazione è stata strumentalizzata da una frangia violenta - osserva il segretario - ma non è così che si ottengono risposte». Per Casolari la programmazione è tanto utile quanto i contributi. «Avere un arco temporale più ampio per la riapertura aiuta le persone a ripartire gradualmente - precisa il segretario - nelle forme e nei modi corretti». «Sarebbe sbagliato non coglierne, al netto delle eventuali strumentalizzazioni, i segnali di allarme - spiega Primo Bertagni, presidente di Cna Modena Commercio e Turismo, in relazione alla protesta capitolina - legati al clima di esasperazione economica e sociale». L’esponente di Cna evidenzia che gli imprenditori affrontano spese fisse in molti casi più alte dei ristori. «Occorre al più presto intervenire sulle limitazioni - la soluzione avanzata da Bertagni - dare una prospettiva reale, concreta, alle aperture. Ciò si sta verificando in tutta Europa: perché da noi no?» —