Modena. Il caso / La biglietteria mobile di Seta: code al freddo e poca sicurezza

Polemica in via Fabriani per il nuovo servizio provvisorio dell’azienda trasporti Rendace (Faisa-Cisal): «Numerosi disagi con il rinnovo degli abbonamenti»

Le novità possono spaventare, entusiasmare… o far tremare. In via Fabriani non tutti apprezzano la biglietteria mobile Seta.

Le proteste riguardano soprattutto l’esposizione agli eventi atmosferici nell’attesa di acquistare un titolo di viaggio. Nella mattina di ieri si sono registrate segnalazioni dovute alle temperature più fredde degli ultimi giorni. Il furgoncino adibito a biglietteria presenta una pensilina retrattile che però sarebbe rimasta chiusa martedì durante gli scrosci di pioggia. Ieri non si sono registrate lunghe code davanti alla biglietteria mobile, posta immediatamente di fronte al bar alle spalle di viale Monte Kosica.


«Ci aspettiamo maggiori disagi in futuro - avverte però il sindacalista Giuseppe Rendace, referente provinciale Faisa-Cisal - soprattutto in vista della campagna di rinnovo degli abbonamenti». Il sindacalista specifica che le operazioni sono affidate a una ditta esterna. Nel cartello posto al fianco della biglietteria mobile è visibile la data d’inizio del cantiere (26 marzo 2021), non la fine prevista dei lavori. All’interno, non sono apprezzabili interventi in atto. Le tradizionali biglietterie sono serrate e un tavolino è posizionato presso la parte degli sportelli più vicina alla tabaccheria. Sul banco si trovano due dispositivi per sanificare le mani. Segue una freccia che rimanda all’esterno. All’interno dell’autostazione l’ingresso è consentito esclusivamente indossando la mascherina. Una ragazza che ha usufruito della nuova biglietteria mobile confessa di preferire la versione classica del servizio. Una modenese dai capelli bianchi si affretta a rientrare per il freddo e rimpiange l’assenza degli sportelli oggi chiusi. Le biglietterie automatiche posizionate all’interno della struttura possono rappresentare un’alternativa alle temperature più rigide. La modenese però scuote la testa e rimanda i dispositivi ai più giovani, che non si lasciano pregare. «A me non cambia niente con la biglietteria mobile - spiega Gabriel Lup - perché uso la carta e faccio il biglietto dove capita». Bozena Wajszczuk apprezza invece la novità della biglietteria mobile. La renderebbe anzi un presidio fisso. «Con la biglietteria mobile si mantiene meglio la distanza con le persone - la riflessione di Wajszczuk - ed è all’aperto, quindi più al sicuro». La donna osserva il cassetto per scambiare biglietti e soldi con l’operatrice, posta dietro a un vetro. «Una persona così si sente più protetta», conclude Wajszczuk. —

G.F.

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