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Modena. Ristoratori in crisi: «In un anno ho perso 207mila euro E le spese restano»

Alessio Vandelli di Stile Libero: «Mi sono dovuto indebitare Ho chiesto prestiti per 35mila euro, anche a mio padre»

«Abbiamo perso 207mila euro di fatturato da un anno all’altro».

Alessio Vandelli è il titolare del locale Stile Libero. L’osteria di via Taglio resta a galla e l’imprenditore non intende alzare bandiera bianca. I numeri della tempesta sono però impietosi.


«In zona rossa il fatturato mensile è di circa 5mila euro al mese - rendiconta Vandelli - dopo essere stato di circa 8mila euro in zona arancione e di 15mila euro in zona gialla. Prima era di circa 32mila euro. Le spese fisse restano circa 4mila euro al mese più altre 4mila, ovvero 800 euro a ciascun socio come minimo sindacale».

Un minimo ridotto rispetto agli utili di impresa quasi due volte superiori («Circa 1.400 euro al mese») pre-pandemia. Fino al 2019 gravitavano intorno allo Stile Libero cinque soci, una dipendente a tempo pieno e cinque dipendenti a chiamata.

«Questi ultimi non li sto più chiamando - prosegue il titolare - mentre la dipendente a tempo pieno riceve una cassa integrazione sui 600 euro al mese con 3-4 mesi di ritardo. Ora le è arrivata la cassa di gennaio. Gli altri che avevano il contratto hanno chiesto di non rinnovarlo, preferendo il trattamento di fine rapporto. Ho concluso il loro contratto, pagando circa mille euro per ciascuno». Continuare a navigare diviene un investimento in cui Vandelli non può più fare solo riferimento alle forze della propria squadra. «Ho dovuto chiedere un prestito di circa 25mila euro da quelli garantiti, disposti dal governo - assicura l’imprenditore - e domandare altri 10mila euro a mio padre. In questo modo, sono riuscito a pagare praticamente tutto: non ho affitti arretrati né debiti con i fornitori né utenze sospese. Mi sono però indebitato di 35mila euro mentre ero in attivo di 30mila euro».

Il 2020 è stato un anno da incubo, spiega Vandelli: «Ho lavorato quattro mesi - rammenta Vandelli - con la metà dei coperti e in orari che non ci competevano. Non tutti si rendono conto che un’attività di solito aperta dalle 17 all’una di notte non può avere il coprifuoco alle 22». L’imprenditore muove una critica al premier Mario Draghi. «All’inizio Draghi aveva detto che i ristori devono essere “immediati, congrui e rapidi” - incalza Vandelli - ma così non è stato». La proposta? «Serve uno scostamento da 50-60 miliardi di euro - suggerisce il titolare - da dedicare quasi esclusivamente ai contributi a fondo perduto sulle spese vive». —