Vignola. Gli studenti misurano il grado di istruzione

Sara, Arianna ed Emanuele (seconde A e C) si sono classificati al secondo posto alle Olimpiadi Italiane di Statistica. La piazza d’onore vale il passaggio alla fase europea della competizione. È il terzo podio nazionale negli ultimi tre anni.

VIGNOLA Trentanove Comuni a confronto. Tre studenti dell’istituto Levi di Vignola hanno avuto un’idea d’oro, anzi… d’argento. Sara, Arianna ed Emanuele (seconde A e C) si sono classificati al secondo posto alle Olimpiadi Italiane di Statistica. La piazza d’onore vale il passaggio alla fase europea della competizione. È il terzo podio nazionale negli ultimi tre anni. «L’Istat ci ha detto che è un caso unico confermarsi per tre anni tra i primi tre - afferma con orgoglio la preside Stefania Giovanetti - tanto più con classi diverse».


L’analisi campionaria condotta dai tre giovani vignolesi riguarda “Il grado di istruzione in Emilia Romagna”. Gli studenti hanno identificato 39 Comuni regionali secondo tre caratteristiche: longitudine, altitudine e popolazione. I dati provengono dall’Istat, organizzatore della competizione. Il campionamento e l’analisi rappresentano invece il frutto del lavoro di Sara, Arianna ed Emanuele. Gli studenti traducono in frasi semplici (e grafici) concetti demografici che potrebbero risultare complessi. Nell’analisi si mostra come quasi un abitante su sei (il 18%) che risiede in montagna ha almeno 75 anni. Tendenzialmente, il tasso di occupazione aumenta con l’altitudine.

La collina è il giardino della cultura: appena quattro persone ogni mille risultano analfabete. In montagna, il valore sale al cinque per mille. «In Emilia Romagna ci sono due tipi di analfabeti - scrivono i giovani nell’analisi - gli anziani che probabilmente si sono dimenticati come farlo (esprimersi in italiano) e gli stranieri che non hanno ancora imparato».


Segue una previsione sull’analfabetismo di ritorno. «La maggior parte dei giovani italiani si sta spostando all’estero - osservano i tre giovani - nel nostro paese rimarranno sempre più anziani e quindi le percentuali relative a questo dato (l’analfabetismo di ritorno) rimarranno alte. Allo stesso tempo bisogna tener presente che i giovani che oggi stanno frequentando le scuole superiori o l’Università arriveranno all’età pensionabile molto più tardi di quello che è successo fino ad ora e quindi si abbasserà il tasso di analfabetismo di ritorno». Più sono grandi le città, maggiore è la percentuale di laureati con l’Emilia centrale a svolgere la parte del leone. «I livelli più alti di istruzione, che insieme coinvolgono oltre la metà della popolazione oltre i 9 anni, sono concentrati nelle città più grandi - concludono i giovani - per effetto della presenza di attività del terzo settore che necessitano di un livello di istruzione più alto».


L’analisi condotta dai giovani è apprezzata dalla preside indipendentemente dal risultato. «È un segno che nella didattica integrata i ragazzi apprendono se mettono impegno, serietà e competenza - riconosce Giovanetti - Oltre alla vittoria, il segno ci dà molto ottimismo». Un ottimismo condiviso dal docente referente Matteo Giorgini. «La statistica coinvolge studenti che abbandonerebbero la matematica - la lettura del professore - e permette di rilevare competenze altrimenti non rilevabili». Giorgini è il motore del laboratorio di statistica attivato dalla scuola. «I ragazzi che escono dal Levi sanno affrontare un esame di statistica all’università - aggiunge il docente - La materia presenta facilità di trasmissione e tanta applicabilità. Quest’anno ci incontravamo ogni quindici giorni per due ore. Alla fine degli incontri, davo loro il materiale su cui riflettere per la prossima volta». I numeri sono alla base, ma con un approccio diverso. «Nelle prime lezioni spiego sempre che la statistica non è una parte della matematica - assicura Giorgini - La seconda opera nel certo e produce risultati certi. La prima opera nell’incerto, per cui tutto è discutibile e opinabile. Così la statistica può interessare un po’ di più». L’analisi condotta dagli studenti può essere un esempio.


«L’argomento principale è sintetizzare un carattere in una popolazione - conclude il docente - con uno scopo completamente diverso da un’analisi matematica. La statistica usa la matematica per le formule e gli indici, ma per descrivere caratteri qualitativi la matematica non serve assolutamente a niente. È una distinzione che va subito spiegata o la materia diventa molto più arida. Così invece la statistica è vista in maniera molto coinvolgente». —
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