Bomporto: un computer, i vini e il cliente Il lambrusco si vende su Zoom

La Cantina Paltrinieri sviluppa il “metodo experience” con i propri clienti e importatori anche oltre oceano

MODENA Metti una sera a tavola con le bottiglie di lambrusco della tua cantina fresche di frigo e di fronte a te l’importatore che le mostra identiche con un cavatappi in mano. Metti anche che siete vicini ma divisi da uno schermo di computer che nasconde una lontananza di migliaia di chilometri e un oceano in mezzo. È la soluzione e-commerce ideata da Alberto Paltrinieri della omonima cantina al Cristo di Sorbara. L’ha riservata ai suoi primi clienti: i venditori esteri. Per la Cantina Paltrinieri l’e-commerce non è certo una novità: da anni lavora sule sue forme più consolidate come lo shop su sito e i social, come spiega il titolare: «Oggi lo usiamo tantissimo. Abbiamo consolidato un’attività importante attraverso il nostro sito. E abbiamo studiato una soluzione per arrivare a tutti. Diciamo che non è una novità per la Cantina Paltrinieri. Sono molti anni che utilizziamo l’e-commerce; non ci ha costretto il Covid. E per questo non abbiamo perso tempo quando un anno fa è diventato l’unico canale di vendita (anche se dopo abbiamo recuperato). Promozioni non ne facciamo se non per qualche ricorrenza particolare».



Per Paltrinieri il sito è una vetrina. I prezzi sono superiori alle vendite dirette in cantina, per non mettere in difficoltà le enoteche e altri rivenditori che danno una mano. «Siamo anche su Tannico e altre piattaforme, ma non collaboriamo con loro direttamente. Ad esempio è il nostro agente di Milano a rifornire Tannico. Insomma, facciamo un e-commerce per conto nostro. Ed è molto comodo rispetto alla vendita normale». Con questo metodo di promozione si può andare molto lontano, in tutta Italia e all’estero. «Spediamo i cartoni facendo confezioni stile Amazon: un cartone da sei bottiglie è di fatto grande come quello da dodici. Serve a garantire una spedizione a prova di corriere. È un aspetto sul quale abbiamo lavorato. La svolta è arrivata dall’imballo che fa una ditta di Camposanto, proprio qui vicino. Ho scoperto che a Camposanto c’è un distretto della carta e del cartone».



Ma la rivoluzione per il produttore sorbarese sono le cosiddette “cantinette”. «Chiamiamo così gli imballi rinforzati per le bottiglie da spedire per il wine testing a distanza. È la nostra novità di questo periodo e investiamo tanto in questa idea, ora che non facciamo fiere e non possiamo girare all’estero. Grazie a queste cantinette, preparo degli assaggi dell’annata nuova e li mando ai miei clienti all’estero e ai miei importatori. Loro ricevono il pacco della cantinetta, mando una pre-call e a una certa ora loro tolgono le bottiglie dal frigo, ci colleghiamo via Zoom e stappiamo insieme. La degustazione viene fatta come se non fossimo distanti. Mentre si sorseggia si commenta il vino, l’annata, le bottiglie e si parla di affari. È come se il cliente o il distributore venissero a trovarmi in cantina o a Vinitaly. Certo, è un incontro a distanza con tutti i vicoli del caso ma è di grande interesse e lascia molto tempo libero rispetto all’organizzazione tradizionale o a un incontro in fiera». Paltrinieri racconta di essere rimasto il giorno prima per due ore i collegamento con Andrew, l’ importatore di Boston. «L’ho conosciuto quattro anni fa durante un mio tour negli Stati Uniti. C’eravamo accordati via mail. Ci siamo collegati. Abbiamo aperto le bottiglie della cantinetta che gli ho spedito e le abbiamo assaggiate. È stato uno scambio vero di opinioni. Un incontro forse più esaustivo che allo stand di Vinitaly, dove si fa di fretta. Se fosse arrivato dagli Stati Uniti gli avrei potuto riservare al massimo mezz’ora. Così ci siamo rilassati e poi si è parlato di affari. È un sistema molto efficace, a patto che si abbia davanti la bottiglia della quale si parla. Questo modo di comunicare contiene anche un aspetto importante a livello commerciale. La mia cantina produce otto vini. Normalmente si parla di due o tre vini, di solito quelli che l’importatore sceglie ai primi incontri. Invece con questa degustazione a distanza ci sia allarga ad altre etichette. Un altro vantaggio è che si arriva a parlare di aspetti personali e di tutto ciò che non si riesce a dire in un incontro ufficiale. Ma alla fine devo portare a casa la pagnotta». —