La Birmania “licenzia” l’ambasciatore a Londra

londra. La repressione della giunta militare birmana è arrivata fino al cuore di Londra. Il regime ha punito l’ambasciatore nel Regno Unito per aver criticato il golpe, che ha destituito il governo democraticamente eletto, e per aver chiesto la liberazione della leader Aung San Suu Kyi, arrestata il 1° febbraio. Kyaw Zwar Minn mercoledì sera è stato bloccato fuori dal proprio ufficio londinese e gli è stato impedito di entrare. Il diplomatico ha riferito che il personale è stato invitato a lasciare l’edificio dall’addetto militare birmano e che è stato licenziato come rappresentante del Paese. Il Myanmar ha poi informato Londra che Minn è stato rimosso dal suo incarico di ambasciatore. «C’è stato un colpo di stato in Birmania a febbraio e ora c’è la stessa situazione nel centro di Londra», riporta una dichiarazione letta a nome di Minn davanti all’ambasciata.

Dal colpo di stato del 1° febbraio, le forze di sicurezza della Birmania hanno ucciso almeno 598 persone, inclusi 48 bambini, secondo il conteggio dell’Associazione per l’assistenza dei prigionieri politici. Attualmente 2.847 persone sono in carcere, compresa la premio Nobel Suu Kyi. Le potenze occidentali hanno condannato all’unanimità le azioni dei militari e imposto sanzioni al regime. Il dipartimento del Tesoro Usa ha colpito anche la Myanma Gems Enterprise, la società statale birmana responsabile di tutte le attività relative alle pietre preziose nel Paese, risorsa chiave per il paese. —


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