Vaccini, l’Ausl accelera Nuovo punto a Baggiovara. Emilia Romagna: arriva l'arancione?

Oggi la decisione sulla zona arancione. Muzzarelli: «Mi sento uno straccio»

Un secondo punto vaccinale a Baggiovara per accelerare sulla somministrazione delle dosi. Mentre per la giornata di oggi è attesa la decisione del governo sul “colore” dell’Emilia Romagna, con la possibilità di passare in arancione già dalla prossima settimana alla luce dei dati in miglioramento, a fare il punto sull’andamento dell’epidemia in provincia ieri è stato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che è intervenuto da casa - mercoledì il primo cittadino è risultato positivo al Covid - alla seduta del Consiglio comunale. «Seppure lentamente, continua il percorso di uscita dalla terza ondata - queste le sue parole - ma è ancora fondamentale prestare massima attenzione e rispettare in modo scrupoloso le norme di prevenzione». Apparso affaticato, Muzzarelli ha ammesso di sentirsi «uno straccio», ma ha fatto sapere di voler continuare a lavorare da casa, ringraziando gli operatori sanitari e tutte le forze politiche per il sostegno.

Dopo aver parlato della riapertura delle scuole, il sindaco ha ribadito la necessità «di immaginare e programmare la stagione estiva, soprattutto alla luce dell’annunciato cambio di passo sulle vaccinazioni, perché il vaccino si conferma la risposta per uscire dall’emergenza e questo mese di aprile deve segnare la definitiva accelerazione nella campagna di vaccinazione di massa». Questo mese arriveranno in regione 820mila dosi, cioè il 75% in più rispetto ad a marzo; 123mila solo a Modena. «Bisogna che ad aprile facciamo meglio di quanto fatto sinora. Dovremo arrivare sopra le 5mila vaccinazioni al giorno», ha affermato Muzzarelli, e «incrementare l’impegno quotidiano significa per l’Ausl aumentare anche lo sforzo dal punto di vista del personale, e in particolare per Modena città si sta valutando l’apertura di un secondo punto vaccinale a Baggiovara».


Parlando delle tensioni di questi giorni, il primo cittadino ha fatto notare che «di fronte a questo quadro, la politica nazionale e locale non può sorprendersi se si verifica un aumento della tensione sociale: quando mancano certezze sul futuro e i ristori sono insufficienti, proteste e manifestazioni, soprattutto da parte delle categorie più impattate, sono inevitabili. Le immagini che abbiamo visto in piazza Montecitorio a Roma - ha precisato il sindaco - non c’entrano nulla con la legittima e comprensibile voglia di manifestare. Certi personaggi, pieni di precedenti, non hanno nulla da spartire con le istanze di chi vuole tornare a lavorare».

Nel frattempo, a chiedere l’apertura immediata di bar e ristoranti con servizio all’esterno è il consigliere regionale Fdi Michele Barcaiuolo: «Uno studio condotto dall’ Health protection surveillance center di Dublino - spiega - dimostra come incontrarsi all’aria aperta, con le dovute precauzioni, sia molto più sicuro che farlo nei luoghi chiusi. Lo studio sancisce che i contagi avvenuti all’aria aperta siano solamente lo 0,1% dei casi, cifre quasi irrilevanti. Dati da mettere a sistema con lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr e di Arpa Lombardia, secondo il quale le possibilità di contagiarsi all’aperto sono infinitesimamente basse anche se si vive in aree urbane caratterizzate da una massiccia presenza nell’aria di particolato. Alla luce di queste importanti evidenze scientifiche, le misure anti-Coronavirus potrebbero essere mitigate perle attività all’aperto senza correre rischi». Con una risoluzione presentata all’Assemblea, il consigliere Barcaiuolo chiede quindi alla giunta di farsi portavoce presso il governo della possibilità di riaprire da subito i bar e ristoranti che possono garantire il servizio esterno all’aperto, in dehors e verande, nel rispetto delle norme di sicurezza e di distanziamento. —

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