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Appennino, arrivano sei nuovi pozzi per estrarre gas

Installati a Lama, Montefiorino e Palagano da Siam del gruppo Aimag. Andranno ad aggiungersi agli altri già presenti

L’ok è arrivato, proprio nelle ultime ore, da Roberto Cingolani che è il ministro della Transizione Ecologica. C’è infatti il via libera che riguarda la realizzazione di 11 pozzi per idrocarburi in tutto il territorio nazionale. Le location scelte riguardano il mare Adriatico, il canale di Sicilia e anche il nostro Appennino. In particolare saranno ampliati i siti già presenti nei comuni di Lama, Palagano e Montefiorino. In questa zona, come raccontato da Giovanni Battista Pasini che di Lama è il sindaco, l’estrazione dei gas dalle faglie è ormai un grande classico. Una routine, se così può essere definita, che affonda le sue radici in un lontano passato. Dopo i brevissimi cenni storici non resta che fare il punto sulla situazione attuale. Prima di tutto a occuparsi delle trivellazioni sarà Siam Srl che come noto è di Lama e che da alcuni anni fa parte del gruppo Aimag.

Sono tre i pozzi che sorgeranno nel territorio della già ampiamente citata Lama. Saranno, come facile intuire, installati nel territorio della frazione di Barigazzo e non a caso sono stati ribattezzati: Barigazzo C, Barigazzo D e Barigazzo D¹. Altri tre pozzi, utili ad estrarre gas, troveranno poi casa tra i comuni di Montefiorino e Palagano. In questo caso, invece, i nomi di battesimo saranno: Boccasuolo A, Boccasuolo B e Sassatella C. Evidente come il nome vada a indicare il luogo dove saranno effettuate le trivellazioni. Ancora non è dato sapere, considerando anche la novità arrivata nei giorni scorsi, quali saranno le tempistiche dei lavori.


Novità di questo tipo hanno ovviamente acceso il dibattito. Non tanto sui casi dei pozzi modenesi, quanto sul provvedimento generale che comprende anche le trivellazioni in mare. In Appennino, però, la notizia era decisamente attesa. Anche perché a livello geologico la montagna, quella nostrana in particolare, non può essere paragonata con altre zone del Paese. Figuriamoci quelle prettamente marittime.

Queste, dunque, le parole di Giovanni Battista Pasini, primo cittadino di Lama: «Il gas naturale è senza dubbio una risorsa in più per il nostro territorio. Lo è ora e lo è stato negli anni passati, addirittura dai tempi antichi. Attendavamo da tempo questa novità che certo accogliamo con piacere perché ci permetterà di dare un servizio ulteriore a chi vive e lavora in Appennino. Dal punto di vista geologico, come sappiamo, non ci sono problemi per il territorio. Le falde sono ricche di gas che da anni vengono estratti e utilizzati per rifornire anche le nostre abitazioni. Non si può paragonare la nostra realtà a quella della pianura Padana o del mare Adriatico. Insomma, qui stiamo parlando di una risorsa naturale ed ecologica. Di un territorio fatto di falde che producono gas. Come è sempre stato».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fabio Braglia, sindaco di Palagano: «Certamente è una notizia che riteniamo positiva e che aspettavamo. Per quanto riguarda il nostro comune sarà interessata la frazione di Boccassuolo. Come di consueto auspichiamo interventi che possano dare servizi concreti a tutte quelle persone che popolano l’Appennino». —

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