Emilia Romagna. Dopo 40 giorni si torna “arancioni” Ok ai parrucchieri, no ai ristoranti 

Lunedì cambio di fascia per Modena e l’Emilia Romagna. Rt a 0,81: solo il Friuli fa meglio. Ma gli ospedali restano pien

 
Lunedì, dopo 40 giorni, Modena tornerà in zona arancione. Una decisione che era nell’aria da un paio di giorni e la cui ufficialità è arrivata ieri sera dopo la firma dell’ordinanza da parte del ministro della Salute Roberto Speranza dopo l’analisi dei dati da parte degli esperti della cabina di regia. Dati che dicono come Modena e l’Emilia Romagna siano riuscite a contenere la diffusione del contagio nell’ultimo mese, invertendo un trend di crescita che specie a cavallo tra marzo e febbraio si era fatto pericoloso. 
 
I dati
I dati sono stati ritenuti dal ministero sufficientemente confortanti per consentire la diminuzione delle restrizioni. L’Rt, cioè l’indice di contagio, è progressivamente sceso nelle ultime settimane: a inizio marzo era di 1,34 ora è appena di 0,81 (solo il Friuli con 0,79 fa meglio). Anche l’incidenza settimanale dei nuovi contagi ogni centomila abitanti è scesa ampiamente al di sotto della soglia dei 250: siamo a 206 a livello regionale.
Questi due ottimi parametri hanno permesso all’Emilia Romagna di tornare in arancione nonostante l’occupazione dei reparti ospedalieri si mantenga critica. Secondo quanto riportato da Agenas (Agenzia per i servizi sanitari regionali) giovedì l’occupazione delle Terapie intensive era al 46 per cento, quella delle altre aree Covid al 47: dovrebbero essere al di sotto del 30 e del 40 per cento. La convinzione è che, vista la progressiva diminuzione dei contagi, i ricoveri vadano a scendere nei prossimi giorni, facendo rientrare l’allarme anche negli ospedali. 
 
Le nuove regole
Il passaggio in arancione consentirà un alleggerimento delle norme, a partire dalla riapertura dei negozi al dettaglio che avevano dovuto abbassare la saracinesca: ad esempio quelli di abbigliamento.
C’è un’altra categoria che esulta, quella dei parrucchieri e dei centri estetici. Potranno accogliere nuovamente i clienti all’interno dei propri saloni, mettendo freno così anche al fenomeno dell’abusivismo che è dilagato nelle settimane scorse stando alle denunce delle associazioni di categoria.
Non cambierà nulla, invece, per ristoranti e bar. Dovranno continuare a limitarsi alle consegne a domicilio e all’asporto. Per quanto concerne le consegne a domicilio non ci sono limitazioni, mentre l’asporto è consentito fino alle 18 per i bar senza cucina, fino alle 22 per tutte le altre attività.
 
Spostamenti
 
Importanti novità invece per gli spostamenti. Ci si potrà muovere liberamente e quindi senza autocertificazione all’interno del Comune di residenza. Sempre e solo all’interno del Comune è possibile recarsi in visita presso amici o parenti una sola volta al giorno: ci si può spostare al massimo in due con i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.
 
A chi vive in un Comune che ha fino a 5mila abitanti è comunque consentito spostarsi entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. Riaprono anche i centri sportivi. Infine la scuola. Si torna in presenza anche in seconda e terza media. Anche gli istituti superiori “riaprono” le aule: la presenza qui è consentita al 50 per cento.
 
il bollettino

 

A Modena il 9 aprile i  nuovi casi sono stati 297. Tra Policlinico e Baggiovara i ricoverati sono 270 (-33 rispetto alla settimana scorsa): di questi, 206 sono in degenza ordinaria, di cui 140 al Policlinico e 66 all’Ospedale Civile di Baggiovara. I ricoveri tra Terapia Intensiva e Semintensiva sono invece 64, di cui 33 al Policlinico e 31 all’Ospedale Civile. Gli ultimi dati sulle varianti dicono che quella inglese resta predominante (77%), seguita dalla brasiliana che è cresciuta fino 17%. Resta marginale quella nigeriana, mentre sembra ormai spa

 

Sono dieci i decessi registrati ieri nella provincia di Modena dai 63 ai 94 anni. In Emilia Romagna i nuovi casi sono stati 1.488 con 36 decessi complessivi. Nel Modenese sono state somministrate complessivamente 174.719 dosi di vaccino, di cui 119.264 prime dosi e 55455 seconde dosi. Immunizzato il 9,3 per cento dei modenesi.