Modena “Priorità alla scuola” riempie sempre la piazza «Sbagliato punire i bimbi figli di genitori no mask»

L’appuntamento del venerdì è ormai un classico della pandemia L’attenzione era rivolta anche al caso di esclusione da nido e materna 

MODENA. Il comitato Priorità alla scuola Modena è sceso in piazza anche ieri sera per l’ennesima manifestazione di protesta che questa volta aderiva alla mobilitazione nazionale della “Società della cura” per una società più sostenibile in cui rientra anche la scuola. Il tutto in un clima di timida euforia per l'annuncio della riapertura delle scuole di tutti gli ordini e i gradi (con superiori al 50%) da lunedì.



Tra le preoccupazioni raccolte dal centinaio di persone presenti in piazza hanno spiccato il disagio psicologico sempre più consistente che stanno vivendo gli adolescenti con genitori testimoni diretti anche di atti autolesionistici compiuti dai figli e il rispetto dei diritti dei bambini alla luce degli ultimi fatti che hanno visto l’allontanamento da nido e infanzia di due bambini figli di genitori no-mask, accusati di aver violato il patto di corresponsabilità mettendo a rischio la salute pubblica.

«L’atteggiamento dei genitori che si rifiutano di indossare la mascherina è veramente riprovevole ed irresponsabile- afferma Arturo Ghinelli, ex insegnante elementare- ma forse sarebbe stato meglio cercare una punizione per i genitori e non mettere in campo una azione che va a colpire i bambini».

Sulla stessa linea di pensiero anche Emanuela Ciambellini portavoce di Pas Modena: «Dopo molte discussioni nelle nostre chat, riteniamo con convinzione che non debbano essere i bambini a subire le conseguenze di genitori irresponsabili. Quanto accaduto ci preoccupa molto perché crea un precedente molto importante che può riguardare altre situazioni di difficoltà. Auspico che questo sia stato un rimedio estremo presto reversibile dopo aver percorso tutte le strade di dialogo con i genitori». Dell'idea che i bambini non possono pagare gli errori dei genitori e vanno trovate soluzioni che tutelino il diritto ad andare a scuola per tutti sono anche le mamme Marilena Ravetto e Silvia Marchesi. E la via del dialogo, dell’inclusione ed di un regime sanzionatorio nei confronti di genitori irresponsabili è quella che vorrebbe che sempre si perseguisse anche Francesco Bossù, genitore di un ragazzo che frequenta le scuole superiori a Modena: «La scuola è un diritto, dal nido alle superiori - sostiene- in un momento tragico come questo dobbiamo fare di tutto, genitori e istituzioni, perché tutti i nostri ragazzi, possano rientrare a scuola».

Certo non manca chi è confuso sull’argomento e non riesce ad avere una opinione netta come Barbara Longobardi mamma e presidente del consiglio di istituto dell’IC9 di Modena. «Da ex insegnante della scuola primaria – aggiunge Marinella Marchetti – anche io mi trovo perplessa sui provvedimenti presi perché i diritti dei bambini devono essere prioritari. Nello stesso tempo se questi genitori non vogliono capire ragione attraverso il dialogo credo che in questo momento storico, a fronte del dilagare del contagio e dei morti, la tutela della salute pubblica deve essere prioritaria». Conclude Valeria Mantovani, mamma di Nonantola: «Vorrei però che non ci si concentrasse solo sui singoli casi ma che le istituzioni lavorassero per trovare soluzioni inclusive al rientro in sicurezza, con protocolli validi per tutti». —

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