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Finale Emilia. Tenta di dar fuoco alla sua abitazione Salvato dai vicini: due persone intossicate

Provvidenziale intervento per scongiurare il piano del 42enne. «Era lì subito dopo la  porta d'ingresso e l’abbiamo tirato fuori di peso»

FINALE. I documenti che un vicino custodiva in auto sono stati provvidenziali. Se non fosse uscito per prenderli dalla vettura posteggiata nel cortile di via Carso nessuno si sarebbe accorto del violento incendio che già da alcuni minuti si alimentava nell’abitazione del civico 16. L’uomo, insieme ad un vicino, è anche riuscito a trarre in salvo l’inquilino, colui che ieri pomeriggio ha tentato di dare fuoco alla casa in un palese intento autolesionistico. Alla fine, però, il bilancio è comunque particolarmente pesante: due persone intossicate e ferite, mobilio in gran parte distrutto e danni ingenti.

L’allarme è scattato poco prima delle 18 quando in via Carso, all’interno del quartiere conosciuto come Maiolica, violente lingue di fuoco sono apparse dalle finestre. «Sono uscito di casa per prendere alcuni documenti – ha raccontato Claudio Gallini, storico ambulante e primo vicino ad accorgersi di tutto – e ho sentito una gran puzza di plastica bruciata. C’era anche tanto fumo. Ho capito che qualcosa non andava in quella abitazione e così sono corso a chiamare il suo vicino di casa. È un ragazzo tunisino, lo conosco, ma stava dormendo. Se l’incendio fosse divampato di notte credo che staremmo parlando di una tragedia con almeno due persone morte, perché lì intorno c’era un calore pazzesco».


Il giovane tunisino, insieme a Gallini, si precipita verso la porta d’ingresso. Prima di tutto, però, chiudono il contatore del gas per scongiurare una possibile esplosione che avrebbe causato una strage. «Abbiamo aperto la porta – hanno poi spiegato i due soccorritori – Quell’uomo era lì vicino, lo abbiamo tirato fuori di peso, se fosse stato più indentro non ci saremmo potuto arrivare».

Ma mentre Gallini si allontana, l’altro ragazzo imbraccia un estintore che ha portato qualche altro testimone e prova a farsi largo tra le fiamme. Vuole ridimensionare il rogo ma nel generoso tentativo rimane leggermente intossicato dai fumi neri tanto che i sanitari del 118, intervenuti con due ambulanze e un’automedica, preferiscono indirizzarlo verso l’ospedale di Mirandola per sottoporlo ad alcuni accertamenti diagnostici di sicurezza.

Nel frattempo nella zona della Maiolica si portano diverse squadre di soccorritori. Arrivano i vigili del fuoco di San Felice insieme ai volontari di Finale. Spetta a loro contrastare l’incendio, scalando anche un balcone per provare ad entrare dall’alto con le bombole di ossigeno. Toccherà ai pompieri capire cosa ha innescato il rogo, che comunque è chiaramente volontario. L’inquilino, infatti, stando alle testimonianze, sta attraversando un periodo particolare e aveva in mente un piano. Ora è stato affidato alle cure dell’ospedale di Baggiovara sia a causa dell’intossicazione sia per curare le ustioni rimediate nei minuti in cui ha lambito le fiamme.

Mentre i vigili del fuoco lavoravano assiduamente – l’intervento è durato oltre un’ora – la polizia locale di Finale, che si occupa delle indagini, ha iniziato ad acquisire le prime testimonianze utili a delineare la situazione e capire la dinamica. Al fianco degli agenti hanno operato anche i carabinieri di Finale, intervenuti a supporto per ogni eventualità. Ma in via Carso si è riversata anche una parte della borgata della Maiolica e delle strade vicine per capire cose fosse accaduto e verificare di persona le operazioni di soccorso. —

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