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I Musei del Duomo di Modena “diventano grandi” e si ispirano alle cattedrali europee

Nuovo piano dedicato a presentazioni e laboratori in chiave digitale: investimento da 800mila euro, si inaugura nel 2022

Modena. I Musei del Duomo “diventano grandi”, sul modello di quelli delle più celebri cattedrali europee e italiane (Firenze, Milano, Pisa e Lucca), per rappresentare l’imprescindibile complemento di una visita alla chiesa e ai suoi mille anni di storia.

È stato presentato ieri l’ambizioso progetto di riqualificazione delle sale delle ex canoniche, diventate nel tempo seminario arcivescovile e archivio. Una rivoluzione e un salto di qualità per il complesso che attualmente ospita al piano terra il Lapidario e a quello superiore il Museo del Tesoro. Ora viene allestito anche il secondo piano superiore, inutilizzato da anni, dove troveranno posto spazi polivalenti per laboratori didattici e mostre temporanee, in un dialogo tra fede, arte e cultura come nei gioielli architettonici europei.


Il progetto, su una superficie superiore ai 900 metri, prevede l’allestimento di ben sette sale. La prima sarà dedicata alla storia della cattedrale: dalle origini medievali al sito Unesco, tra frammenti scultorei e affreschi fino a una timeline interattiva che permetterà al visitatore di navigare tra mille anni di storia. Poi una sala “immersiva” per ospitare sedute e proiezioni tematiche sulle fasi costruttive e l’evoluzione architettonica del sito fino ai nostri giorni. Una terza sala dedicata al cantiere proporrà personaggi, strumenti e materiali del XI secolo: la “Relatio”, il codice miniato che narra la costruzione del Duomo, verrà riproposta in una veste digitale interattiva, consentendo di interrogare miniature e testi. La sala successiva servirà per scoprire i misteri dei racconti scolpiti nei portali. Il percorso si chiuderà poi con una narrazione di suoni e di luci: dalle Storie della Genesi scolpite da Wiligelmo a quelle della Passione di Cristo realizzate dai Maestri campionesi, in un percorso dalla caduta alla redenzione dell’uomo. Ultime due sale dedicate a bambini e scolaresche, con laboratori e attività ludiche e interattive.

Un piano d’intervento da 800mila euro, di cui 500mila finanziati da UniCredit, 200mila dalla Fondazione Modena e altri 140mila garantiti dalla legge 77/2006 sui siti Unesco. I lavori sono già iniziati: compatibilmente col Covid, gli ambienti dovrebbero essere ultimati nel corso dell’anno e allestiti nel 2022, puntando a un’inaugurazione a settembre. L’operazione è stata resa possibile dal protocollo sottoscritto nel 2017 tra il sindaco Muzzarelli e il Ministero della Giustizia, proprietario dell’edificio, prevedendo il trasferimento in comodato della gestione di tutto il museo (l’attuale e i nuovi spazi di ampliamento) dall’amministrazione degli Archivi Notarili al Comune, in accordo con la Basilica Metropolitana. —