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Modena. No-mask contestati in piazza. Scontro sfiorato e tante multe

Circa duecento persone ieri alla manifestazione anti-lockdown: tensione con un gruppo di giovani

MODENA. «La pandemia non esiste», ma anche «no, esiste ma è stata costruita ad arte». E poi «lo Stato si comporta come i nazisti», anzi «no, come gli islamisti». Tra risse sfiorate e minacce reali, piazza Grande si trasforma in piazza dei contrari con il popolo no-mask, ormai conosciuta presenza nei weekend sotto la Ghirlandina, che viene però pesantemente contestato da chi, invece, crede nella scienza e ripone fiducia nei medici, indossando correttamente la mascherina e ambendo ad un ritorno alla normalità nel rispetto delle regole. Questa è la grande novità di giornata: un gruppo che ha scelto di ripristinare una verità scientifica ribaltando il canovaccio, contestando chi è solitamente abituato a contestare tutto e tutti.

Modena, nuova manifestazione dei No-Mask in piazza Grande

Poi ci sono loro: che si ribellano alle mascherine e ai distanziamenti, ai tamponi e ai vaccini, alle regole per contrastare un’emergenza negata. Davanti a circa duecento persone si afferma tutto e il contrario di tutto al suono di “li-ber-tà”. La stessa libertà che sarebbe negata dai manifestanti, ma che nei fatti consente ai relatori d’inneggiare alla ribellione e di fare assembramento.



Gli scontri fisici sono sfiorati, le strette di mano e gli abbracci risultano invece provocatoriamente frequenti. Agli agenti di polizia locale, che identificano e sanzionano una decina di persone, vengono chiesti i documenti. «Fornite voi le generalità», la sfida a più voci ancor prima della “battaglia per la verità”, organizzata dal gruppo No lockdown Emilia Romagna. Gli agenti sono bollati come «aggressori» mentre arrivano offese di ogni tipo per il ministro della Salute, Roberto Speranza e il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Chi istiga i negazionisti è Leonardo Facco, fondatore del Movimento libertario italiano.



Ieri però c’erano anche i giovani che prima di tutto hanno osservato stupiti, poi hanno iniziato a scuotere la testa prima di lasciare la piazza. «Siamo trogloditi – asserisce Angelo Distefano, coordinatore nazionale dell’associazione Partite Iva – perché abbiamo il potere in mano e dobbiamo impararlo a gestire». Gestiscono i nervi davanti agli insulti gli agenti, che girano e multano. «Non pagate», esclama Alessandro Fusillo poco dopo a una decina di passi dalla Preda Ringadora, sciorinando inviti alla ribellione. Gli applausi per chi ha consegnato il “pacco beffa” a casa del presidente della Regione Stefano Bonaccini (e per la madre di un bimbo escluso dal nido) si mescolano alle critiche sulla scelta di far vaccinare gli operatori sanitari. «Li vogliono usare come grimaldelli per arrivare a noi», teorizza Fusillo, per cui la pandemia «è una farsa pazzesca». «Il virus c’è, ma è stato creato in laboratorio», l’opinione di Daniele Berselli (Modena ai Geminiani). Il «Covidismo come forma di religione» di Andrea Macciò svuota la piazza: molti si allontanano e seguono i vigili del fuoco in corso Duomo per una tegola pericolante. —