San Cesario. È finita l’attesa di Sant’Anna «Collaudate quella “cassa”»

Aipo ha annunciato le operazioni sul Panaro entro fine mese.Frazione favorevole

SAN CESARIO. È ufficiale: la cassa d’espansione secondaria di Sant’Anna verrà collaudata entro aprile. Lo ha annunciato Luigi Mille, direttore di Aipo, martedì durante il Consiglio provinciale. La data precisa dell’inizio delle operazioni d’invaso verrà comunicata nei prossimi giorni.

«Vivo qui da oltre 50 anni ed è da allora che aspetto di vedere entrambe le casse in funzione - racconta Aladino Gianaroli - Non sono affatto preoccupato per il collaudo, anche perché noi siamo distanti dagli argini. Ma non credo che ci saranno problemi».


Anche Pauline Breslin, che abita nei pressi del centro sportivo, si dice serena all’idea di un collaudo imminente. «Noi poi abitiamo al secondo piano - sorride - Ma non abbiamo mai avuto problemi né pensieri, in 14 anni che stiamo qui. Non ho timore che gli argini si possano rompere».

Poco distante da uno dei parchetti della frazione, Daniela Facchini, che vive qui da circa 20anni, pensa che Sant’Anna rappresenti, semmai, una delle zone più controllate dal punto di vista idrogeologico. «Ho sempre pensato che i laghetti e le casse d’espansione rappresentassero una garanzia per questa frazione - spiega - Durante l’ultima piena, quella che poi ha rotto gli argini inondando Nonantola, non ero a casa. Mi sono informata sulla situazione in generale ma non ho mai avuto timori riguardo a casa mia».

Ennio, che ha lasciato Guiglia circa vent’anni fa per spostarsi a Sant’Anna, non ha dubbi sulla tenuta degli argini durante il collaudo. Mentre percorre in bicicletta proprio la pista ciclabile ricavata sul terrapieno, ci spiega che «c’è da preoccuparsi quando l’acqua scende con della spinta. Sinceramente, non penso che durante un invaso in periodo di calma, possano succedere incidenti. Sono abbastanza convinto che il problema resterà sempre e solo per i paesi dopo il nostro, come Modena, dove l’acqua riprende velocità e fa danni».

Della stessa idea è anche Francesco Sola, ex consigliere di San Cesario e ora portavoce provinciale di Fratelli d’Italia per Caccia, pesca e ambiente: «Quello del collaudo mi sembra una sorta di “contentino” - afferma - Se viene fatto quando il Panaro è più simile a un torrente che a un fiume, si tratta di un’operazione che non restituisce l’immagine della reale tenuta della cassa d’espansione. Il collaudo vero avverrà soltanto in periodi di piena, fenomeno che accade spesso in autunno o inverno, come lo scorso dicembre, quando il nostro fiume ha rotto l’argine. In quei momenti, il Panaro riempirebbe le casse d’espansione con una velocità e una potenza d’invaso ben differenti da quello che farebbe ora. In più, parliamo di un’opera costruita oltre 40 anni fa: siamo sicuri che rispecchi le necessità di oggi? Cioè, che sappia contenere gli episodi climatici sempre più dirompenti e devastanti ai quali siamo abituati da qualche anno?».

Entusiasta per la notizia del collaudo si dice anche il gruppo consigliare Rinascita Locale. «Contiamo che il programma illustrato martedì durante il Consiglio provinciale da Aipo venga rispettato - commenta Mirco Zanoli - In questo modo entro l’estate dell’anno prossimo potremo contare su entrambe le casse. Ci auguriamo che il collaudo dirima ogni dubbio in merito al buon funzionamento dell’opera». —

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