Hospice, un protocollo tra Fondazione e Asl Campagna fondi per i due milioni mancanti

san possidonio

Si è tenuto nelle prime ore di ieri mattina un incontro tra i sindaci dell’Area Nord e dell’Unione Terre d’Argine, insieme alla Fondazione “Hospice San Martino”, sul nuovo hospice che sorgerà a San Possidonio.


Nell’occasione, i sindaci si sono compattati pubblicamente rispetto al luogo in cui sorgerà la struttura, che sarà un punto di riferimento per la Bassa, ma non solo, e offrirà servizi che ora mancano.

Oggetto dell’incontro di ieri è stata l’illustrazione di un protocollo fra la Fondazione stessa e l’Azienda Usl: è necessario, infatti, pianificare i prossimi passi per realizzare quest’opera. Tale documento verrà, in seguito, inviato alle Fondazioni bancarie di Carpi e Mirandola per le loro valutazioni.

Dalla discussione è emersa chiaramente la volontà degli amministratori di essere coinvolti in modo permanente nell’evoluzione del progetto a supporto di un percorso difficile che dona dignità e sostegno alle famiglie e si sono dissipati tutti i dubbi rispetto a improvvide dichiarazioni dei giorni scorsi sulla collocazione dell’hospice stesso.

«I sindaci sono tutti uniti nella volontà di sostenere la Fondazione San Martino in questa fase e il sindaco di Carpi e quello di Mirandola sono stati delegati dai colleghi per portare all’attenzione dell’Azienda Usl e della Regione il progetto complessivo e il relativo piano economico e finanziario di sostenibilità», fanno sapere i sindaci delle Unioni coinvolte.

cantiere a inizio 2022

Lo stato dell’arte vede il progetto quasi concluso: manca all’incirca un mese di lavoro, ma l’obiettivo è che la posa della prima pietra avvenga nei primi mesi del 2022. È stato, inoltre, approvato il piano urbanistico, sono stati acquisiti tutti i pareri favorevoli, da Aipo, Burana, Provincia ad Aimag. Il progetto è stato inviato alle Fondazioni bancarie che, come detto, attendevano il protocollo siglato ieri per esprimersi.

Per portare al termine l’opera mancano, circa, due milioni di euro. I tre soggetti fondatori, Amo di Carpi e Mirandola, con l’Asp della Bassa, hanno raccolto poco meno di un milione. Che si somma a quanto si conta verrà stanziato dalle Fondazioni bancarie e al milione con cui contribuisce l’Ausl. Per raccogliere i due milioni che mancano si farà partire una campagna di sensibilizzazione tra la società civile. Una struttura che ha un obiettivo così nobile e, al tempo stesso, intimo e delicato, non può, infatti, non essere “adottata” dai cittadini del territorio in cui viene ospitata. Questo il presupposto che porterà a una massiccia raccolta fondi con cui si spera di sensibilizzare, naturalmente chi se lo può permettere, a contribuire. Nelle scorse settimane è stato illustrato un render tridimensionale in cui si sono potuto ammirare le caratteristiche della struttura, il cui scopo sarà l’assistenza dei malati terminali e delle loro famiglie. —