Modena, rapine a prostitute e autisti, rischia 15 anni

Contestate anche una tentata violenza sessuale e un accoltellamento. Dubbi della difesa su tabulati e identificazione

MODENA. Per l’accusa va condannato a 15 anni di carcere per le otto rapine contestate a cui va sommata anche una tentata violenza sessuale e un accoltellamento. Per la difesa, invece, non c’è certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, che sia lui l’uomo arrestato dalla Squadra Mobile e autore degli episodi avvenuti tra il 27 novembre 2018 e la metà di gennaio 2019.

Si avvia a conclusione il processo che vede imputati un marocchino 38enne e un connazionale, quest’ultimo accusato di ricettazione di un telefono cellulare (chiesti 6 mesi di condanna). In udienza, davanti al collegio presieduto dal dottor Roberto Mazza, ieri ha testimoniato l’uomo che ha rigettato ogni accusa parlando di un telefono “usato da tre persone per motivi di lavoro”, cioè lo spaccio; di non conoscere la sua prima vittima che avrebbe inventato tutto per punirlo di un litigio con il suo protettore; di non avere la patente e quindi di non poter guidare le auto emerse nelle indagini.


Perché di auto ce ne sono due: una Fiat Panda che appare in diversi episodi di rapina e una Alfa Romeo Giulia, rapinata davanti ad una discoteca nel secondo episodio in ordine di tempo e sulla quale vengono trovate impronte del magrebino. A lui gli investigatori della polizia sono arrivati non subito perché scambiato per un rumeno che gli somiglia particolarmente. Ma nel momento in cui lo individuano trovano riscontri tutti compatibili. Addirittura lo riconosce anche la prima prostituita che ha rapinato e con la quale ha tentato di avere anche un rapporto sessuale non consenziente. Lei lo nota in un negozio del distretto ceramico e contatta la polizia per segnalarlo e farlo identificare.

Le ragazze sono le vittime preferite del rapinatore “che colpisce per poche centinaia di euro – evidenzierà il pubblico ministero, Francesca Graziano – È sprezzante del pericolo che può provocare per sé e agli altri». L’uomo, infatti, sostiene l’accusa, verrà anche coinvolto in un incidente stradale insieme ad un complice nell’ultima rapina quando aveva colpito nel Bolognese una prostituita e il suo cliente. L’auto di cui si erano impossessati finirà per schiantarsi e le ferite sono state riscontrate alcuni giorni dopo in occasione dell’arresto.

Ma nel lungo elenco ricostruito in tribunale ci sono anche altre autovetture rapinate per spostarsi e un accoltellamento “con un machete” durante una rapina per appena 20 euro.

La difesa, invece, si è a lungo soffermata su alcuni dubbi collegati alle celle telefoniche (secondo la Procura l’utenza colloca invece il magrebino su ogni episodio contestato) e alle mancate identificazioni fatte dalle vittime che anche in aula non sono state in grado di riconoscerlo con assoluta certezza. —

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