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Sassuolo Antonio Alfieri ha abbandonato  la manifestazione di Roma «Avevo detto: vado via alla prima violenza Colpa degli estremisti»

Uno dei fondatori del movimento di protesta “Io Apro” dice basta dopo che anche ieri la manifestazione a Roma è sfociata in scontri 

SASSUOLO È stata di nuovo alta ieri la tensione nel cuore di Roma. Dopo la manifestazione di una settimana fa, i ristoratori, i commercianti e tutte le partite Iva che aderiscono al movimento IoApro sono tornati in piazza nella capitale. Tra i partecipanti anche un folto gruppo di ristoratori e partite Iva modenesi tra cui Antonio Alfieri titolare de “La Filetteria 1.0” di Sassuolo e Biagio Passero di Modena, titolare del marchio “Regina Margherita2, che, insieme al fiorentino Mohamed “Momi” EL Hawi e al pesarese Umberto Carriera (presenti entrambi alla manifestazione), a gennaio diedero vita al movimento IoApro.

Antonio Alfieri cosa è successo a Roma?


«È successo che esponenti estremisti e violenti, dai quali ci siamo più volte dissociati, hanno iniziato ad avanzare contro il cordone formato dalla Polizia che ci tratteneva in piazza San Silvestro e hanno iniziato a tirare bombe carta creando il panico e il caos. Io l’avevo detto a tutti che se vedevo alzare solo un dito contro qualcuno me ne sarei andato e così ho fatto».

Su Facebook si è detto arrabbiato e deluso.

«Si, me ne sono andato molto arrabbiato e deluso con la voglia di non espormi mai più se non per la mia famiglia, i miei dipendenti e i miei amici. Molti del movimento mi hanno seguito in questa scelta. Un conto è manifestare in modo pacifico per i principi per cui da gennaio ci stiamo battendo, un conto è essere vittime di infiltrazioni politiche di estrema destra o estrema sinistra come ormai sta accadendo in tutte le piazze che organizziamo. A Modena ho detto pubblicamente in piazza che mi dissociavo anche dai movimenti no-mask con cui non voglio avere niente a che fare. Il nostro movimento non è nato per delle finalità politiche e per principio non abbiamo mai voluto legarci a nessuno. Poi se alcuni politici ci appoggiano o ci hanno appoggiato in passato e poi ci hanno anche girato la faccia, mi riferisco a Salvini, poco importa, noi andiamo avanti perché vogliamo lavorare».

Ma perché siete andati a Roma nonostante la questura non vi avesse autorizzato la manifestazione?

«Perché ci siamo sentiti rispondere che la nostra manifestazione non sarebbe mai stata autorizzata a prescindere. Ormai dopo i fatti della settimana scorsa siamo stati etichettati come “violenti” e questo non per colpa nostra ma per questi gruppi estremi che si infiltrano alle nostre manifestazioni. Da qui la scelta di andare a Roma».

Ma perché questi gruppi si infiltrano proprio nelle vostre manifestazioni?

«Perché abbiamo raggiunto molta popolarità con un’altissima attenzione mediatica e ci usano. Ma se ciò accade è anche per colpa nostra».

E cioè?

«Dovevamo stare più attenti e valutare ogni micro passaggio della nostra organizzazione. Siamo stati ingenui, quando siamo arrivati in piazza San Silvestro e abbiamo visto che aria tirava dovevamo andarcene subito».

Ma non crede che organizzare proteste rispettando le regole forse si eviterebbero queste situazioni? Tanti ristoratori non si riconoscono nel movimento IoApro e le associazioni vi hanno criticato.

«Noi non violiamo le regole. È violare le regole chiedere di lavorare in sicurezza? Io sto chiuso e accetto di non lavorare solo se lo Stato mi aiuta. Ho investito tantissimi soldi per la sicurezza del mio locale e a nulla sono serviti. Tengo aperto per una questione di principio e giustizia, anche se non viene nessuno. Ma intanto le spese vive sono da pagare». —

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