Reddito di cittadinanza per 3300 modenesi. E scattano i controlli

Due beneficiari su tre sono italiani. Verifiche in corso su 70 persone per controllare i requisiti di soggiorno e residenza

Sono 3.333 i cittadini di Modena che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza dalla partenza del servizio, nel 2019, al 22 marzo di quest’anno. Attualmente percepiscono il beneficio 1.546 persone, mentre 978 hanno terminato il periodo di godimento che per altri 809 è stato revocato dall’Inps o dichiarato decaduto. Mentre sono in corso accertamenti su una settantina di beneficiari per verificare i requisiti di soggiorno e residenza.

I dati sono stati forniti dall’assessore alle Politiche sociali Roberta Pinelli nel Consiglio comunale di lunedì scorso, rispondendo all’interrogazione di Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia. L’assessore ha spiegato che ministero e Inps gestiscono in maniera centralizzata la misura e sul sistema informativo Gepi, gestionale del reddito di cittadinanza, l’ente locale vede solo alcune funzionalità. Del totale dei beneficiari della misura, 2.256 (pari al 67,7%) sono italiani, e i restanti 1.077 (ovvero il 32.3% del totale) hanno cittadinanza non italiana. Per quanto riguarda i controlli, il Comune per legge - ha osservato ancora l’assessore Pinelli - è tenuto a verificare i requisiti di soggiorno e residenza. Grazie alle risorse del Fondo povertà è stato inoltre possibile destinare un operatore amministrativo a questi controlli, che riguardano la ricostruzione della storia anagrafica del cittadino degli ultimi 10 anni e, spesso, coinvolgono diversi altri Comuni, risultando pertanto lunghi e complessi.


Qualora il cittadino presenti delle interruzioni di residenza, è previsto che lo stesso venga chiamato a giustificare la presenza sul territorio italiano, presentando la documentazione integrativa. Se è in carico ai servizi sociali, il mancato periodo di residenza può essere compensato, per disposizione normativa, da una dichiarazione dell’assistente sociale che attesti la presenza, in quanto era attivo un progetto di assistenza sociale su di lui. Pertanto, i controlli incrociati vengono attualmente attivati tra l’Anagrafe comunale e quelle degli altri Comuni e tra l’Anagrafe e il database del servizio sociale.

Le verifiche dei requisiti, quindi, sono ancora in corso; il Comune di Modena, ad oggi, non ha inoltrato denuncia rispetto a nessuno, ma sono in fase di perfezionamento sull’apposito sistema Gepi, segnalazioni all’Inps relative a un gruppo di circa 70 beneficiari privi di requisiti anagrafici o di soggiorno, anche sulla base di elementi raccolti dalla polizia locale. Terminati gli accertamenti su tutti i casi particolari, si disporrà di un dato puntuale rispetto alle irregolarità riscontrate per tipologia e per cittadinanza. In sede di replica, il consigliere Giacobazzi ha detto che l’istituto del reddito di cittadinanza presenta «diverse criticità e anomalie, emerse soprattutto a livello nazionale e si tratta di uno strumento che avrebbe dovuto essere pensato diversamente». —

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