Modena. Pazienti a rischio, al via la cura con i monoclonali in pronto soccorso

Duecento dosi a Modena per obesi e immunodepressi Vaccinazioni, rinviati 5mila richiami per carenza di Pfizer 

MODENA È una delle terapie contro il Covid più attese e da pochi giorni viene utilizzata anche in provincia di Modena: gli anticorpi monoclonali.

Per ora solo su pochi pazienti, d’altro canto le scorte di questi costosi medicinali sono ancora limitate, motivo per cui il loro utilizzo va ristretto soltanto su determinati soggetti.


«Abbiamo iniziato da pochissimi giorni – spiega il direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla – dopo aver definito un protocollo specifico per il loro utilizzo».

Gli anticorpi monoclonali, infatti, non vanno intesi come una cura miracolosa in grado di ribaltare l’evolversi della malattia anche nei casi più gravi: ad esempio non vengono somministrati a chi è in Terapia intensiva. Al contrario è un trattamento che, se dato nelle giuste tempistiche, può impedire al virus di replicarsi e quindi causare quelle forme severe di Covid che ormai tutti conosciamo.

«Per il momento li stiamo somministrando nei pronto soccorso – prosegue il direttore Brambilla – in collaborazione con i professionisti. L’infusione ha la durata di circa un’ora, dopodiché il paziente resta in osservazione per almeno un’altra ora. I criteri di arruolamento sono molto precisi».

Come detto le scorte sono limitate, poco meno di 200 dosi in provincia di Modena, e l’obiettivo è quindi utilizzarle per proteggere quelle fasce di persone che hanno più probabilità di sviluppare forme gravi della malattia: «Sì, abbiamo selezionato i soggetti a rischio. Parliamo di persone molto fragili, come ad esempio gli immunodepressi e i grandi obesi che come noto corrono rischi maggiori in caso di contagio».

E anche le tempistiche sono decisive nel funzionamento della terapia: «Somministriamo gli anticorpi monoclonali nella fase iniziale della malattia, dopo la comparsa dei primi sintomi. Sono farmaci che funzionano se dati molto precocemente rispetto alle fasi più acute dell’infezione».

Da parte dei pazienti, che vengono informati sull’opportunità di ricevere gli anticorpi monoclonali, c’è la massima collaborazione e soddisfazione: «Quando viene loro proposto l’utilizzo dei monoclonali, sono ben contenti di fare questo trattamento. Sui risultati è ancora presto per esprimersi proprio perché abbiamo iniziato da pochissimo».

SLITTANO I RICHIAMI

Nuovi slittamenti nella campagna vaccinale sul territorio provinciale per quanto concerne le seconde dosi.

«Per consentire il costante aumento della somministrazione delle prime dosi – spiega Ausl – e contemporaneamente far fronte ai ritardi e ai mancati aumenti nel numero di dosi di vaccini in arrivo inizialmente previsti nella seconda metà di aprile l’Azienda Usl ha dovuto rivedere la propria programmazione posticipando, seppure solo di alcuni giorni, circa 5.000 appuntamenti per la somministrazione della seconda dose del vaccino Pfizer. Il nuovo appuntamento, riprogrammato nell’arco di alcuni giorni, rientra comunque sempre nel limite dei 28 giorni previsto per questo vaccino, tenuto conto inoltre che la Commissione tecnico scientifica dell'Aifa ha emesso un comunicato che prevede la possibilità di completare il ciclo con i vaccini a mRNA in modo sicuro fino al 42esimo giorno». Sarà l’Ausl a contattare i cittadini interessati tramite sms e telefonata per informarli del nuovo appuntamento.

«In queste settimane abbiamo vaccinato il più possibile – dichiara Silvana Borsari, responsabile del piano vaccinale provinciale – e reso prenotabile un numero molto alto di appuntamenti per le diverse fasce d’età e categorie di rischio, facendo quotidianamente i conti con la diminuzione delle dosi previste. Ciononostante, come dimostrano i dati, abbiamo continuato l’attività sui punti vaccinali – mercoledì oltre 4mila dosi somministrate – per garantire l’entrata nel piano vaccinale del maggior numero di cittadini modenesi. Chiediamo scusa per il disagio arrecato a coloro che hanno avuto l’appuntamento posticipato, ma voglio assolutamente rassicurare che sarà loro somministrata la seconda dose nei tempi che garantiscono la sicurezza ed efficacia del vaccino». —

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