Modena Riders sfruttati: stangata alla cooperativa. I retroscena dell'indagine

La Finanza mette a nudo il business legato a 12 ragazzi modenesi usati senza contratto: 850mila euro di sanzione

Si parla tanto dei riders, di quanto sia diventato indispensabile il loro servizio in tempo di pandemia, con le consegne a domicilio, ma anche di quanto siano soggetti a condizioni contrattuali spesso al limite della legalità. Che a volte viene anche superato. La conferma arriva dalla nuova operazione della Guardia di Finanza di Modena, che ha scoperto un’insospettabile situazione borderline in un’attività ben nota ai modenesi perché al servizio del centro molto prima dello scoppio della pandemia. Che si è ritrovata una multa da chiudere bottega, infatti il servizio è stato sospeso da mesi ormai.

Nel corso delle quotidiane attività di vigilanza sul rispetto delle normative sul lavoro, le Fiamme Gialle hanno stretto il cerchio su una cooperativa basata su ragazzi modenesi che recapitavano i prodotti di diverse attività del centro storico, tra cui il Mercato Albinelli fino a poche settimane fa, tutti ovviamente estranei alle accuse mosse (come i commercianti del resto)e ignari di quanto la Finanza contesta al titolare della cooperativa, un italiano, l’unico ad essere sanzionato. Con un paziente e attento servizio di monitoraggio, i finanzieri sono arrivati a identificare dodici riders che per tutto il giorno correvano da una parte all’altra svolgendo con continuità la mansione nell’ambito di un servizio bene organizzato: si poteva usufruirne “prenotando la spesa” tramite il sito (dove la sezione “pedala con noi” serviva a reclutare continuamente nuove leve) e quindi mail o whatsapp, a fronte di un sovrapprezzo tra i 2 ed i 5 euro, in base alla distanza tra il punto vendita scelto e il proprio domicilio.


Tutto giusto fin qui, e rispondente a un bisogno della collettività. Peccato solo che nessuno dei fattorini fosse assunto: «I riders, ai quali fra l’altro veniva corrisposto lo “stipendio” in contanti, sottoscrivevano contratti di collaborazione (co.co.co.) non rispondenti né alle reali condizioni lavorative, né ai prescritti requisiti di legge – spiegano dal Comando provinciale della Finanza – mentre in realtà operavano ed erano da considerarsi quali veri e propri lavoratori dipendenti, tesi peraltro più volte ribadita anche dalla Corte di Cassazione che ha sancito che “la disciplina del lavoro subordinato va estesa ai fattorini in bici e moto che fanno le consegne a domicilio”».

Secondo i calcoli effettuati dalla Fiamme Gialle, la cooperativa avrebbe utilizzato irregolarmente i dodici ragazzi modenesi per la bellezza di 1.800 giornate lavorative. Cioè in maniera a tutti gli effetti strutturale. Da qui una stangata di oltre 850mila euro derivante dall’applicazione della cosiddetta “maxisanzione” per aver utilizzato lavoratori non regolarmente assunti e per la mancata tracciabilità dei pagamenti in relazione alla corresponsione in contanti degli stipendi.

«L’intervento in questione – sottolineano dal Comando – si inserisce nella più ampia azione volta a contrastare il mancato rispetto delle leggi in materia giuslavoristica ed a garantire il corretto funzionamento del libero mercato e a tutelare i commercianti rispettosi delle regole, nonché a tutela della sicurezza e del rispetto dei diritti inalienabili dei lavoratori». —

D.M.

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