Modena Tagliato il traguardo dei 200mila vaccini «62mila seconde dosi»

Importante obiettivo raggiunto a livello provinciale dall’Ausl Il prof. Iughetti: «Monoclonali anche gli adolescenti sopra i 12 anni» 

LA SITUAZIONE

Traguardo importante quello raggiunto in provincia di Modena dove sono stati eseguite finora 200mila vaccinazioni per il covid.


«L’obiettivo - spiega Ausl - è stato centrato ieri a mezzogiorno, quando il contatore del cruscotto interno grazie al quale i tecnici Ausl possono monitorare costantemente l’andamento della campagna ha segnato, se pure solo per un attimo, il numero tondo. La maggior parte, 138mila, sono prime dosi, mentre le seconde dosi sono 62mila».

Nonostante le difficoltà, soprattutto legate ad AstraZeneca «dal 6 al 15 aprile sono state effettuate in media 3.800 vaccinazioni al giorno, con picchi di oltre 5.200, mentre negli ultimi due giorni, interessati peraltro da uno spostamento nelle seconde dosi, sono state effettuate rispettivamente ben 4.400 e 4.900 somministrazioni».

L’Ausl ringrazia tutti i suoi operatori per questo primo traguardo e invita i cittadini «ad avere fiducia in quella che è una eccezionale opera di sanità pubblica a livello mondiale, aderendo con entusiasmo alla proposta di vaccinazione».

MONOCLONALI AI BAMBINI

Nel frattempo, una speranza per i pazienti più fragili, a partire da bambini e adolescenti, viene dal trattamento con gli anticorpi monoclonali, il cui protocollo è stato definito in questi giorni. «Gli anticorpi monoclonali - spiega Stefano Toscani, direttore del Dipartimento di emergenza Ausl - rappresentano una terapia innovativa che mira a stabilizzare le condizioni dei pazienti ad alto rischio. Si tratta di una terapia rivolta a pazienti che hanno pochi sintomi, come tosse e febbre, ma fattori di rischio intrinseci, dall’obesità al diabete con complicanze, a chi ha malattie tumorali o è immunodepresso». Una terapia che va però somministrata nella fase precoce della malattia, ovvero al massimo entro 5-6 giorni dalla comparsa dei sintomi: «Oggi - riprende il dottor Toscani - abbiamo una nuova speranza di poter agire tempestivamente nelle persone a rischio, prevenendo complicanze che possono far finire i pazienti in terapia intensiva». Un trattamento che per alcuni pazienti modenesi seguiti a casa è già partito: «Abbiamo avviato una sinergia con i medici di medicina generale perché sono loro che devono individuare i pazienti più adatti alla terapia». Una speranza anche per i più giovani, come conferma il professor Lorenzo Iughetti, direttore di Pediatria al Policlinico: «In questa terza ondata abbiamo avuto un maggior numero di bambini ricoverati per Covid - spiega - dai neonati ai lattanti, dai bimbi di 8-9 anni agli adolescenti. Credo però che con le terapie che possiamo mettere in atto oggi, compresa per gli adolescenti quella che utilizza gli anticorpi monoclonali, autorizzata dai 12 anni in su, potremmo ottenere risultati importanti». Per quanto riguarda la situazione attuale dei pazienti più giovani, il professor Iughetti spiega che «oggi abbiamo due o tre bambini ogni giorno nei reparti».

il bollettino

Ieri a Modena 213 nuovi casi e sei decessi di persone dai 53 ai 95 anni. In Emilia Romagna 1275 nuovi positivi. L’Azienda ospedaliero universitaria di Modena fa sapere che i ricoveri tra Policlinico e Baggiovara sono 210, di cui 63 in Intensiva e subintensiva. —

GIB/L.G.

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