L’Emilia Romagna punta alla zona gialla «Anche Modena c’è»

Dal 26 spiraglio per bar e ristoranti. Muzzarelli: «Pronti, ma non sia liberi tutti» Ferri (Aldina): «Mangiare solo all’aperto? Scellerato». Controlli intensificati

Giovanni Balugani

Scatta il conto alla rovescia per bar e ristoranti che dal 26 aprile potranno riaprire all’aperto in zona gialla rafforzata. L’Emilia Romagna al momento è in fascia arancione e guardando i numeri del contagio non è da scartare l’ipotesi che possa centrare l’obiettivo per quella data.


Tutti i dati epidemiologici sono in netto ribasso e attualmente i parametri dell’Emilia Romagna (l'Rt è a 0,78 secondo l'ultimo monitoraggio) sono da zona gialla, si attende però l'ultima settimana prima della valutazione definitiva del 23 aprile. Con le regole precedenti, il ritorno in zona gialla sarebbe stato impossibile prima di inizio maggio.

Il dato peggiore è sempre quello dell’occupazione dei reparti. Da diversi giorni sono in calo, con l’eccezione di ieri per le Terapie intensive: i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 313 (+1), 2.365 quelli negli altri reparti Covid (-99).

SINDACO E CONTROLLI

L’annuncio del calendario delle riaperture da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi (trovate l’articolo nelle pagine di attualità nazionale, ndr) è stato accolto con soddisfazione dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli che già nelle settimane scorse aveva chiesto al Governo di «dare sicurezze e certezze agli imprenditori ed ai cittadini».

Il sindaco ha aggiunto: «Bene la priorità per il rientro di tutti gli studenti a scuola (confermo che siamo al lavoro con tutto il sistema Modena per un’offerta di attivitá educative/ludiche estive da 0 a 14 anni), bene l’ascolto dei territori, bene la fiducia nella scienza che parla di un rischio molto contenuto all’aperto». Ma Muzzarelli pone dei paletti, un po’ come aveva fatto nella primavera e nell’estate scorsa, con un appello a tutti i modenesi: «Riapertura non significa far west, né tantomeno che la pandemia sia finita. Gli spazi pubblici sono a disposizione dei cittadini e sono parte della strategia: rispettiamo le regole, rispettiamo noi stessi, rispettiamo gli altri, rispettiamo Modena. Il calendario prevede come prossime tappe piscine, palestre, fiere. Per rispettare il timing é fondamentale l’accelerazione della campagna vaccinale. Modena c’é».

E per far capire che dice sul serio e che le norme vanno rispettate, oggi e domani ci sarà un aumento dei controlli da parte della polizia locale in centro. Gli agenti fa sapere il Comune «intensificheranno i controlli, a partire dal centro storico, per evitare gli assembramenti e accertare che siano osservate le misure di sicurezza relative al distanziamento sociale e all’uso della mascherina». Resteranno anche le verifiche sugli esercizi pubblici, poiché c’è ancora chi non rispetta le norme. Giovedì sera ad esempio in un locale del centro gli agenti hanno scoperto i “resti” di un pranzo che aveva coinvolto più persone: «Sul retro – dicono dal Comune – c’erano i residui di alcuni alimenti consumati».

Prove che hanno causato una sanzione da 400 euro che si aggiunge a quella che il locale aveva già rimediato sabato scorso, quando vennero trovati clienti che consumavano nel dehors.

LE REAZIONI

«È una decisione scellerata che premia solo una minoranza». Non ha peli sulla lingua Gianluca Ferri, titolare della celebre trattoria del centro Aldina. «Personaggi come il ministro Speranza dovrebbero dimettersi, perché di fronte a leggi così poco inclusive è chiaro che poi la gente si arrabbia e nascono movimenti come “Io apro”». Il riferimento è al fatto che si possa apparecchiare solo all’aperto, fattore che penalizza fortemente chi non ha la possibilità di allestire tavoli fuori: «Poi a maggio di sera fuori c’è ancora freddo – precisa- Io ad esempio sono molto penalizzato, anzi resterò chiuso e rischio di andare a picco, al pari di tante altre attività. È la solita legge scritta da non addetti ai lavori, gli stessi che dopo un anno non riescono ancora a vaccinare. Non viene presa nessuna decisione efficace per le persone che lavorano. Nel mio ristorante, nonostante la disponibilità del Comune a usare spazi pubblici, è difficile apparecchiare fuori».

«Per noi è una notizia inaspettata che ci soddisfa – spiega Matteo Bassi del bar Manà – Pensavamo di dover aspettare più a lungo e invece se dal 26 aprile potremo accogliere clienti ai tavoli esterni è un ottimo modo per poter ripartire dopo mesi difficili. Sempre nel massimo rispetto delle norme di prevenzione, ma lasciando alle spalle i mesi di chiusure».

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