Menù apre la strada a screening aziendali Test antigenici per i 250 dipendenti

Campagna vincente dell’impresa alimentare, con l’appoggio di Confapi: «Ora la stessa cosa si deve fare con i vaccini»

Menù è un’impresa leader nella produzione di specialità alimentari destinate alla ristorazione professionale: lo stabilimento è a Medolla mentre a Cavezzo c’è la sede amministrativa. Menù è azienda associata a Confapi Emilia da più di cinquant’anni. L’impresa ha voluto aderire alla campagna di screening di test antigenici rapidi proposta dalla Regione Emilia-Romagna per le aziende, iniziativa importante in termini di prevenzione e di contenimento del contagio da Covid-19. Menù ha usufruito di uno strumento messo a disposizione da Confapi Emilia in quanto firmataria del Patto per il Lavoro e per il Clima. I 250 dipendenti di Menù hanno aderito in misura rilevante, come confermano Elsa Gobatti, responsabile delle risorse umane, ed Emanuele Nannetti, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’azienda.

Come valutate la campagna di screening promossa dalla Regione E.R. per individuare all’interno delle aziende i positivi al Coronavirus?


«Riteniamo sia stata un’iniziativa importantissima ed efficace. Da parte dei rappresentanti dei lavoratori abbiamo ricevuto feedback positivi e questo è stato per noi un ottimo segnale. Allo stesso modo da parte del personale dipendente non abbiamo trovato alcun ostacolo alla campagna e questo ha reso tutto molto più facile. Avere avuto il supporto della Regione, dunque di un ente terzo che indirizza l’azienda, è stato illuminante. Come azienda avevamo aderito anche alla campagna di screening di test molecolari nell’estate del 2020 ottenendo ottimi risultati anche in quell’occasione».

Qual è stata la percentuale di adesione dei lavoratori alla campagna?

«Il 98% del nostro personale – dicono Gobatti e Nannetti – ha aderito alla campagna. Da non trascurare poi il fatto che anche tutte le società esterne che lavorano in modo continuativo con noi hanno partecipato alla campagna, arrivando a un numero consistente di persone sottoposte a tamponi e controllate. Una percentuale notevole che speriamo di replicare presto quando partirà la campagna vaccinale nell’ambito delle aziende».

Le imprese sono come delle grandi famiglie. Ritenete che partecipare all’unanimità alla campagna vi abbia portato vantaggi sia da un punto di vista produttivo che da un punto di vista di legami umani?

«Diciamo che questa campagna ha sicuramente contribuito a migliorare il clima aziendale, già di per sé molto buono comunque, creando una maggiore solidarietà e collaborazione tra i dipendenti e incrementando la fiducia nei confronti dell’azienda. In questo modo abbiamo anche potuto tranquillizzare molte famiglie, dal momento che siamo riusciti, nella nostra realtà aziendale, a contenere il rischio di contagio».

Vi sentite di consigliare ad altre aziende di aderire a questa iniziativa di prevenzione ?

«Assolutamente sì. Sfruttare gli strumenti che abbiamo a disposizione per uscire il più velocemente possibile da questa situazione di blocco economico è fondamentale per qualsiasi realtà».

Come valutate la proposta di Confapi di aprire le aziende alle vaccinazioni attraverso l’intervemto dei medici del lavoro ?

«Risolutiva. Se infatti la campagna di screening non ha offerto comunque una soluzione finale per uscire dalla pandemia, diversa è la valutazione riguardo i vaccini, unica arma per combattere il Covid-19 in modo risolutivo. Ci auguriamo solo che i tempi per iniziare a vaccinare siano rapidi. Il nostro settore, come tanti altri, ha bisogno di ripartire al più presto. In possesso dei vaccini metteremo a disposizione tutto quanto sarà necessario per rendere quanto prima Menù una “bolla Covid-free”. L’intervento privato delle aziende nella campagna vaccinale sarà determinante per la tutela sanitaria e per la ripresa stabile del tessuto produttivo ed economico». —