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San Felice. E all’ombra della Rocca c’è un paese che rinasce

Le torri del castello Estense lesionate ormai pronte con i camminamenti Poi toccherà al mastio. Ma prima municipio e teatro. Riapre il centro sportivo

L’INCHIESTA

Gianluca pedrazzi


Passa di qua. Passa di là. Abbassa la testa. Su. Su fino al torrione. Il fiatone lo senti ma poi a 26 metri ... riabbracci il paese. Nove anni dopo si risale sul mastio. Il torrione più alto di quella che era, è e tornerà ad essere una delle Rocche Estensi, dei castelli più belli dell’Emilia. Tutt’attorno, in basso, è un cantiere. Lui, che nei giorni delle scosse aveva puntate addosso le telecamere di mezzo mondo, skyline di un “biliardo” chiamato Bassa, è ancora lì. Che resiste e fa da regia ai lavori che fioriscono alla sua ombra. Cantieri privati, ormai agli sgoccioli. Ma anche pubblici. E qui è arrivato il momento di accelerare.

«Quando rivedo i paesi bombardati della guerra mi domando: “Perché il nostro, quelli della Bassa com’erano dopo il sisma del maggio 2012? Solo sul versante privato San Felice ha dovuto fare i conti con 762 pratiche di immobili privati, case lesionate. Spesso da demolire...E solo il Comune ha 15 opere pubbliche da recuperare. Cos’è questo se non un bombardamento che abbiamo vissuto sulla nostra pelle...?», attacca il sindaco Michele Goldoni. Quello del ribaltone storico che ha portato il centrodestra in municipio. Ma che tende una mano a chi lo ha preceduto: «Anche chi è stato prima di me ha fatto tanto e bene. Hanno iniziato tante opere. Non guardiamo sempre la politica. I colori. Una comunità è una comunità. Come il Paese che deve esssere unito nelle difficoltà». Sono 16 i milioni stimati per una prima tranche di interventi in corso, programmati o dietro l’angolo per il Comune. Che ha tutto il cuore incerottato. Cantieri su cantieri da una parte all’altra del quadrilatero del centro storico che, per la sua conformazione, ha sofferto tantissimo.

IL CASTELLO

«Tra pochi giorni sarà terminato il primo stralcio dei lavori del castello. Valore 1,5 milioni. Tutte le coperture delle torri minori sono state rifatte. Alleggerite. In legno. Ricostruiti i camminamenti in modo molte fedele. E stiamo già predisponendo gli atti della gara per affidare la progettazione del secondo intervento. Ancor più corposo perché mira al mastio. Al resto del castello. Saranno 5 milioni per farne un pilastro del cuore storico e culturale del paese. Promuoverlo sul piano turistico - spiega Anna Aragone, ingegnere, capo dell’Ufficio Tecnico - Entro l’anno dobbiamo avere la progettazione, per passare poi al bando e al cantiere».

Una lotta contro il tempo da nove anni a questa parte che per noi emiliani, abituati a rimboccarci le maniche e modello da copiare per tutt’Italia, sembra comunque una eternità...

municipio e teatro

«Tra qualche settimana però parte il cantiere per il palazzo municipale. Altri 4,1 milioni riconosciuti dalla Regione, che ci è sempre stata accanto - prosegue Aragone - L’obiettivo è riaprirlo nel 2023 riportando dentro molti dei servizi comunali oggi presenti nella sede provvisoria».

Dovrà attendere il nuovo anno invece il teatro comunale. «La progettazione esecutiva è in corso e poi procederemo con la gara d’appalto. Se non troviamo ostacoli i lavori potrebbero iniziare anche qui nel 2022». Il paese deve rivivere. Avere una vita culturale. Riavvolgere il nastro del film della sua storia e tornare a quello che era prima di quella tragica alba del 19 maggio di nove anni fa. Manca poco alla riapertura della chiesa accanto la banca Popolare e dopo l’estate tiri da tre e schiacciate torneranno protagonisti nel Centro Sportivo.

CENTRO SPORTIVO

«Stiamo acquistando gli arredi: 215mila euro. Tre palestre, campo da basket, pallavolo, calcetto, una da allenamento, sale polivalenti, spogliatoi rifatti, sostenibilità ambientale. È costato 3 milioni. Per la Fiera di Settembre sarà inaugurato», promette Goldoni. Che allo sport dedica un occhio di riguardo: terzo campo da tennis in costruzione. Riqualificazione dello stadio, con rifacimento del campo in sintetico, nuova illuminazione e altro campo in sintetico a Rivara.

LA TORRE DELL’OROLOGIO

Eppoi c’è il salotto del centro storico, piazza Matteotti, monca per il crollo della Torre dell’Orologio che scandiva le giornate all’ombra della Rocca.«Risale al 1500 e abbiamo trovato un grande aiuto nella Soprintendenza - precisa Aragone - Abbiamo concluso il progetto di fattibilità tecnico ed economica. Sarà ricostruita d’accordo con la Soprintendenza, riproponendo gli stessi volumi ma con linee pulite. In chiave moderna. Niente falsi per intenderci. Ma dovremo aspettare per rivederla svettare sulla piazza».

Nel complesso il cantiere aperto, che se sali sul mastio puoi abbracciare, è un investimento iniziale di 16 milioni di euro. Che sta e dovrà procedere di pari passo con lo sviluppo di un paese, chiamiamolo San Felice 2.0 (aaah se la scossa fosse stata solo 2.0...) , che deve progettare anche quello che oggi è il Pug (Piano Urbanistico Generale) e una volta era il Prg. «Stiamo predisponendo gli atti di gara per l’affidamento. Così come abbiamo vinto fondi per un milione di euro che destineremo alla sicurezza della rete stradale».

UNA STRADA LUNGA

Chiaro. Resta ancora tanto da fare. Per rivedere un paese normane ci vorranno 5-6 anni.

E c’è da capire, ad esempio, il destino di Villa Ferri, l’ex casino del Duca di Modena, potenzialmente una risorsa per un centro culturale polifunzionale. Ma San Felice vuole risentire battere il suo cuore: il centro. Riaccendere le luci delle vetrine. I commercianti stanno tornando e Dio solo sa che coraggio hanno dopo quanto passato. Mentre tutt’attorno è un cantiere. Lo sa bene la Flora, che abita in centro e un giorno ha aperto una finestra socchiusa da tempo. C’era un nido di un uccello. Fatto di chiodi e fil di ferro. Un’opera d’arte. E in mezzo un uovo.

La vita continua. —