Modena, l'assalto di ladri e vandali al Comparto Manfredini

Lo chiamano Alcatraz o Il Bunker: la vecchia fortezza bancaria in abbandono da vent'anni è "cannibalizzata" e la prorpietà fa fatica a difenderla

MODENA. Erbacce. Scritte d’amore, imprecazioni e bestemmie che si sovrappongono sui muretti. Lampioni a pezzi usati come tiro al bersaglio contro la noia. Alla fine delle scale d’accesso in diagonale, la piazzola e il vecchio ingresso in pessime condizioni. Rifiuti ovunque e segni di scasso sulle grate e ai portoni sigillati con la fiamma ossidrica. È un posto spettrale, Alcatraz. Detto anche Il Bunker.

Modena, viaggio al direzionale Manfredini in balia di ladri e graffitari

Quel gigante di mattoni faccia a vista a più corpi edilizi tra viale Corassori e via Formigina non è più un palazzone che reclude chi ci sta dentro a lavorare, ma un complesso edilizio in abbandono che attira vandali, ladri e graffitari.

Quattordici anni fa il complesso è stato ceduto dalla Banca Popolare di Verona. Ci vollero anni di trattative e false partenze fin dal 2003, quando venne assorbito il Banco San Geminiano e San Prospero e l’imponente edificio dall’aria babilonese progettato vent’anni prima dallo Studio Gregotti e Associati si svuotò e diventò inutile. Da allora è rimasto chiuso. Ma non a tutti.

Il Comparto Manfredini, quasi 4.600 metri quadrati di estensione tra uffici, impianti, garage, depositi e altri siti interni, è oggetto di continua attenzione. La città lo osserva ogni giorno: lo guarda il vicinato, lo guardano automobilisti e passanti.

Ci si chiede che fine farà quel monolite con mattoni - possibile dimora per Darth Vader più che sede di una banca - che già trent’anni fa incuteva un sentimento di rispetto e disagio quando era aperto e in funzione. Era una fortezza bancaria degna di un’inaccesibile Fort Knox. “Attenzione. Fonti di pericolo!”, è il cartello oggi appiccicato ovunque intorno al perimetro. Non fa certo paura a chi frequenta aree dismesse e capannoni abbandonati. Anzi, è una sfida. Le scritte di writer e graffitari vari sono ovunque, dentro e fuori. Ci entrano spesso i ladri, il problema maggiore per la proprietà.

Nell’arco degli ultimi anni tutte queste presenze abusive hanno contribuito ad aumentare il degrado. Infine si è aggiunto il ristagno delle acque putride in pezzi del fossato che circonda il Bunker. Una situazione al centro di numerose segnalazioni e polemiche per le pessime condizioni igieniche.
Oggi questo aspetto è risolto. I laghetti con le zanzare e altri animali sgraditi sono stati prosciugati dopo un’ordinanza del Comune. La proprietà, Numeria Sgr di Treviso, ha provveduto a ripulire l’intera zona allagata, tranne un pezzo di garage rimasto a fior d’acqua.


Nel corso degli anni, i punti di accesso dei frequentatori abusivi sono stati tanti. Di volta in volta, tutti sigillati e termosaldati oppure chiusi con grate. Ma ogni volta chi entra si ingegna e ne apre dei nuovi con strumenti sempre più aggressivi, anche da punti che sembrano inaccessibili. Come una pesante grata sollevata a forza sotto una scala usata in questi giorni per entrare nella zona uffici.

I garage e gli spazi a livello del suolo sono completamente vandalizzati. Ovunque si trovano estintori e tubi di idranti distrutti e gettati qua e là. Spesso i manicotti vengono annodati alle ringhiere e usati per calarsi dai balconi del primo piano. Anche le reti vengono usate per scalate le pareti. Tutti gli accessi tradizionali, a partire dalle porte, sono stati bloccati dalla proprietà. Eppure si trova sempre un modo per entrare ad Alcatraz.
L’edificio è in vendita dai giorni della cessione, ma in diciotto anni nessuno si è mai dimostrato seriamente interessato ad acquistarlo. I motivi sono le dimensioni mastodontiche, i costi, le spese di manutenzione, i lavori enormi di ripristino. Il mercato immobiliare al quale destinarlo che per ora pare inesistente. Solo il Ministero di Grazia e Giustizia, sponsor il Comune di Modena, si era interessato all’idea di spostare lì gli uffici giudiziari modenesi. Il palazzo di Corso Canalgrande deve essere restaurato; l’Ufficio del Giudice di Pace, per quanto nuovo e bello, non è comodo e la Procura può essere accorpata.

La trattativa è andata avanti, ma alla fine l’ha spuntata l’altro edificio in lizza: la “stecca” da restaurare dell’ex Manifattura Tabacchi. È su questo sito che oggi si tratta. Il Bunker è tornato solo e lugubre. Anche i ladri ora hanno perso interesse. All’interno del complesso, da quanto abbiamo visto, ogni stanza è stata ormai cannibalizzata da cercatori di rame che hanno strappato ogni genere di cavo. Tutto il mobilio è sparito, anche i sanitari.

Ogni cosa che ha un minimo di valore è stata rubata e portata via. Resta solo la vecchia scritta laterale del Bsgsp. Nel frattempo i graffitari sono arrivati in cima: il tetto più alto del complesso, il punto più ambito.
Da alcuni mesi svettano alcune scritte a caratteri cubitali. È il trofeo mostrato alla città. Indica la presa di una vecchia fortezza forse più difficile da conservare che da difendere da vandali e ladri. —