Modena, Istituto Sacro Cuore in lutto, morta la segretaria di 46 anni

Simona Forghieri stroncata da un male incurabile in soli quattro giorni Il direttore: «Persona unica per dedizione e umanità: lascia un vuoto enorme»

MODENA. Dopo quella di padre Adriano Camparmò, ex direttore e docente di lettere e filosofia scomparso il 19 gennaio, altra grande perdita per l’istituto Sacro Cuore.

Venerdì pomeriggio si è infatti spenta a 46 anni Simona Forghieri, impiegata amministrativa e segretaria delle scuole (medie, liceo e tecnico) dal 1995: 26 anni di servizio ininterrotto, in cui è stata non solo perno dell’amministrazione, ma anche volto cortese e sorridente per le migliaia di genitori e ragazzi che la cercavano anche solo per informazioni.

Tutta la sua vita lavorativa è stata al Sacro Cuore, in cui è entrata poco dopo il conseguimento del diploma in ragioneria. Se n’è andata in soli quattro giorni per l’improvviso riacutizzarsi di una malattia che l’aveva colpita da tempo, ma che sembrava averle dato tregua.


Poi il brusco risveglio del male, con un’escalation impressionante: lunedì lavorava ancora regolarmente, poi ha accusato sintomi che l’hanno condotta a un controllo al Policlinico, dove è emersa subito una situazione molto grave. Il ricovero è stato immediato, ma vano: venerdì si è spenta, lasciando nella disperazione l’anziana madre Luciana, a cui era legatissima. E sgomenti i parenti, la comunità, gli amici e i colleghi del Sacro Cuore, stretti come una grande famiglia. A partire dall’altra storica segretaria, Virginia, con cui ha diviso quotidianamente le responsabilità amministrative.

Ma la notizia è stata accolta con incredulità anche da tanti studenti e genitori. Stasera alle 19.45 verrà recitato per lei il rosario nella parrocchia della Madonnina, a cui apparteneva. Domani alle 15.30 l’ultimo saluto nella chiesa di Sant’Antonio in Cittadella, la parrocchia in carico ai padri Giuseppini del Murialdo, responsabili del Sacro Cuore. A officiare padre Pietro Rota insieme ai confratelli, fra cui ci sarà senz’altro anche un rappresentante provinciale dei Giuseppini: la figura di Simona era conosciuta per serietà e dedizione anche nelle altre scuole della congregazione, sparse in tutta Italia.

«Mi interfacciavo con Simona quotidianamente, e avverto tutto il vuoto che ha lasciato – sottolinea il prof Giovanni Boschini, direttore – l’enorme vuoto umano di una collega e amica in primo luogo, ma anche quello professionale di una persona che ci ha tenuto a offrire sempre a ragazzi e famiglie il miglior servizio possibile, con grande dedizione: lo testimonia il suo attaccamento al lavoro fino all’ultimo. A lei il più sentito ringraziamento da tutta la scuola: ci mancherà veramente tanto. La ricorderemo sempre con tutta la sua voglia di vivere, la passione per la pallavolo che la portava tutte le settimane al Palapanini per vedere le partite, e per lo sport in generale, che praticava con assiduità. Ma anche per i musical, in inglese in particolare: con le amiche non se ne perdeva uno. Cortese, affabile, solare: di quelle persone che lasciano un segno». —

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